Dopo quasi tre anni di chiusura, il grande schermo torna ad accendersi a Fara Gera d’Adda. La sala del Cinema Oratorio San Luigi e Sant’Agnese riapre venerdì 23 ottobre, con una serata pensata come una festa e un programma costruito grazie al lavoro di oltre cinquanta volontari. Lo spazio è stato rimesso a nuovo e si prepara a tornare a disposizione della comunità.
Tra le persone coinvolte c’è Emerson Testa, 29 anni, filmmaker e responsabile tecnico di Anteo, il gruppo milanese che gestisce anche il multiplex di Treviglio. Per lui il ritorno nella cabina di proiezione rappresenta un legame con l’infanzia: a sette o otto anni, frequentando le attività dell’oratorio, aveva iniziato a osservare il lavoro del proiezionista. «Sono entrato per la prima volta in cabina a 7 anni: la mia vita non è stata più la stessa», racconta.
Una sala pensata per la comunità
La riapertura comincia con la proiezione di Odissea, prevista venerdì 23 e sabato 24 ottobre alle 21, con un biglietto ridotto a tre euro. Domenica pomeriggio sarà invece proposto Oceania, sempre a prezzo agevolato. Il programma comprende anche titoli meno frequentemente distribuiti fuori dai centri più grandi, tra cui Naza, in calendario il 28 ottobre.
L’obiettivo, spiegano i volontari, è offrire una programmazione capace di alternare film per famiglie e opere più complesse, riportando il pubblico in una sala di prossimità. La struttura non vuole limitarsi alle proiezioni più popolari, ma diventare un luogo di incontro accessibile anche a chi vive in un paese e non può contare sull’offerta dei cinema di Bergamo o Treviglio.
Dalla cabina dell’oratorio alla postproduzione
La storia professionale di Testa è passata proprio da quella prima esperienza nella cabina di Fara Gera d’Adda. Oggi il suo lavoro riguarda soprattutto la postproduzione, il processo che segue il montaggio e precede l’uscita di un film: colonna sonora, colore, doppiaggio e sound design. All’Anteo Palazzo del Cinema di Milano ha lavorato anche su produzioni come Bones and All e Artificial, il film di Luca Guadagnino che sarà distribuito in Italia all’inizio del prossimo anno.
Testa ha inoltre accompagnato Artificial ai festival di New York e Londra. Il suo impegno per la sala dell’oratorio nasce però dal rapporto con il paese e dal desiderio di restituire qualcosa al luogo in cui ha scoperto il cinema. «Il cinema di Fara resta un luogo a cui mi sento particolarmente legato», afferma.
Per il filmmaker, l’esperienza cinematografica può avere anche una funzione sociale. Le arti, sostiene, non risolvono direttamente i problemi ma possono ridurre le distanze e abbattere le barriere. In questa prospettiva, la sala di San Luigi e Sant’Agnese viene presentata come uno spazio aperto alla comunità, sostenuto dal lavoro dei volontari e nuovamente disponibile per il pubblico.