Ancona (AN)

Definita la governance di Ancona Capitale della Cultura 2028

Partecipano soggetti pubblici, realtà artistiche, associazioni, scuole e imprese.

La Giunta comunale di Ancona ha approvato lo schema di governance di Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028. Il provvedimento definisce il quadro organizzativo per la gestione del programma e stabilisce gli indirizzi ai quali dovranno attenersi i successivi atti attuativi.

Il coordinamento del programma

Nel nuovo assetto, la Giunta assume un ruolo centrale nel confronto politico e nel coordinamento delle scelte dell’amministrazione comunale. L’attività sarà portata avanti in raccordo con la Cabina di regia politico-istituzionale, composta dai quattro enti promotori del dossier: Comune di Ancona, Regione Marche, Anci Marche e Università Politecnica delle Marche.

La cabina di regia rappresenta il nucleo di indirizzo strategico del programma. Accanto a questo organismo è prevista una Cabina di regia allargata degli enti aderenti, destinata a coinvolgere istituzioni, sistema portuale, mondo culturale, categorie economiche e organizzazioni sindacali. L’obiettivo è assicurare un confronto più ampio tra i soggetti interessati alla realizzazione delle iniziative.

Garanti e soggetto attuatore

Tra le novità figura l’istituzione del Comitato dei Garanti. Ne faranno parte anche il presidente e il vicepresidente del Consiglio comunale e il presidente della Commissione Cultura, insieme ai promotori del dossier e a competenze provenienti dal settore culturale.

Il provvedimento formalizza inoltre il ruolo di Marche Teatro quale soggetto attuatore del programma, come già previsto nel dossier di candidatura, e indica gli indirizzi per la successiva convenzione con il Comune. In questo ambito rientra anche la definizione di un piano per le figure professionali da attivare presso l’ente, con funzioni operative, produttive e di comunicazione.

Una parte dello schema riguarda il volontariato civico e il coinvolgimento delle associazioni culturali cittadine, con l’intento di valorizzare esperienze e competenze già presenti sul territorio. Giovani, servizio civile, scuole, università e terzo settore potranno essere coinvolti, con ruoli definiti, nelle attività di accoglienza, informazione, accessibilità e partecipazione alle iniziative culturali.

Nel programma è prevista anche la partecipazione di sponsor e mecenati, indicati come una componente del progetto. Il modello approvato dalla Giunta dovrà ora essere tradotto nei successivi atti amministrativi e nella convenzione con il soggetto incaricato dell’attuazione.