Adria (RO)

Punto nascite: IBC critica tempi e risposte ad Adria

Il movimento giudica insufficiente il confronto pubblico e chiede garanzie operative per gestanti e neonati.

Il movimento civico Impegno per il Bene Comune giudica insoddisfacente l’incontro pubblico del 21 ottobre dedicato alla chiusura del punto nascite dell’ospedale di Adria. Secondo il direttivo di IBC, il confronto con i vertici dell’Ulss 5 Polesana avrebbe lasciato più dubbi che certezze sulle modalità di riconversione del servizio.

Al centro delle contestazioni ci sono le garanzie per le gestanti e i neonati. Il movimento sostiene che durante l’incontro non siano state fornite indicazioni sufficientemente chiare sui protocolli, sulle procedure operative e sulla continuità assistenziale dopo la chiusura del punto nascite. IBC chiede quindi maggiori elementi sulla sicurezza dei percorsi destinati alle famiglie del Basso Polesine.

Le contestazioni sui servizi

IBC critica anche il modo in cui sarebbe stato rappresentato il presidio di Adria, descritto a suo giudizio come una struttura non più sicura, mentre sarebbero state valorizzate le prestazioni dell’ospedale di Rovigo. Tra gli esempi citati dal movimento c’è il parto in acqua, indicato come servizio disponibile nel capoluogo dall’aprile 2026, ma già presente ad Adria, secondo IBC, da quasi quindici anni.

Dubbi vengono espressi anche sui dati relativi al numero dei parti, utilizzati per motivare la decisione. Il movimento lamenta l’assenza di un confronto con altre strutture venete che, sempre secondo la sua ricostruzione, manterrebbero attivi i propri punti nascita nonostante un numero annuo inferiore a 500 parti. Nel documento vengono citati gli ospedali di Rovigo, Venezia, Chioggia e Asiago.

La critica all’amministrazione

Una parte rilevante dell’intervento riguarda il ruolo dell’amministrazione comunale e del sindaco Massimo Barbujani. IBC sostiene che durante l’incontro siano mancate domande e prese di posizione abbastanza incisive da parte dei rappresentanti politici presenti, a tutela del territorio e dei servizi sanitari locali.

Il movimento contesta inoltre i tempi della mobilitazione. La manifestazione annunciata per il 24 ottobre e la raccolta firme promossa dalla maggioranza all’inizio del mese vengono giudicate iniziative tardive. IBC ricorda che il parere negativo del Comitato Percorso Nascita Nazionale risale al maggio 2025 e sostiene che da quel momento ci sarebbe stato tempo per coinvolgere la cittadinanza e organizzare una risposta politica più determinata.

Nella parte conclusiva, il movimento afferma che amministrare la città non significhi concentrarsi soltanto su iniziative di intrattenimento, ma anche intervenire con tempestività sulle questioni che incidono sulla vita quotidiana della comunità. Per IBC, la difesa dei servizi essenziali richiede una maggiore capacità di programmazione e di intervento, soprattutto davanti a una decisione destinata a modificare l’assistenza alle famiglie del Basso Polesine.