Il Veneto recluta all’estero nuovi operatori sociosanitari

Dallo Sri Lanka sono arrivati i primi venti candidati: prevista una fase integrativa di dodici mesi e un vincolo triennale.

La difficoltà nel reperire personale qualificato spinge il Veneto a cercare nuovi operatori sociosanitari anche oltre i confini nazionali. I primi 20 candidati dallo Sri Lanka sono arrivati nell’ambito del progetto Zefiro, iniziativa pensata per creare un canale stabile di reclutamento internazionale destinato ai servizi sociosanitari e assistenziali.

Il percorso verso la qualifica italiana

I partecipanti hanno un’età compresa tra i 20 e i 40 anni e hanno già maturato una preparazione nel settore nel Paese d’origine. Una volta giunti in Italia, per ciascuno viene valutato il percorso necessario a colmare le differenze tra la formazione ricevuta e i requisiti previsti per ottenere la qualifica italiana di operatore sociosanitario.

Il progetto prevede una fase di formazione integrativa che dovrebbe concludersi nell’arco di un anno. Nel frattempo, i partecipanti potranno iniziare a lavorare come operatori per l’assistenza di base in alcune strutture territoriali, comprese realtà di Ponte di Piave e del Veronese. Al termine del percorso è prevista la successiva assunzione a tempo indeterminato.

Accoglienza e permanenza nelle strutture

Oltre alla preparazione professionale, l’iniziativa comprende corsi di lingua italiana, formazione civica e accompagnamento nell’inserimento sociale e lavorativo. Ai futuri operatori vengono inoltre garantiti vitto e alloggio gratuiti, così da sostenere l’ingresso nel nuovo contesto di vita e di lavoro.

Per evitare che l’investimento nella formazione si traduca in un rapido trasferimento verso altri territori, è stato sottoscritto un patto di permanenza di tre anni nelle strutture che accoglieranno i partecipanti. Il vincolo riguarda il periodo successivo all’inserimento e punta a garantire continuità ai servizi che hanno aderito al progetto.

Il costo del percorso è stimato in circa 120mila euro per ciascun gruppo e comprende la formazione linguistica e civica nei Paesi di provenienza, il trasferimento in Italia e la preparazione integrativa necessaria per il riconoscimento delle competenze.

Lo Sri Lanka potrebbe rappresentare soltanto il primo Paese coinvolto. Il progetto è stato infatti aperto anche al Perù, da cui sono attesi altri futuri operatori. L’iniziativa mira a rispondere alla difficoltà di reperimento del personale che interessa in particolare le case di riposo venete, dove la carenza stimata è di circa 1.400 Oss.