Padova (PD)

Esenzione universitaria a Padova per i figli delle vittime sul lavoro

La proposta dell’Unione degli Universitari sarà portata agli organi accademici per aiutare chi ha perso un genitore.

L’Unione degli Universitari di Padova sta formalizzando una proposta da sottoporre agli organi dell’Ateneo: introdurre l’esenzione totale dal pagamento dei contributi universitari per le figlie e i figli delle persone morte sul lavoro. L’obiettivo è offrire un sostegno concreto a chi rischia di dover interrompere o rinunciare al proprio percorso di formazione dopo la perdita di un genitore.

La proposta dell’Udu

Per il sindacato studentesco, la misura rappresenterebbe un atto di responsabilità da parte dell’intera comunità universitaria. Marco Nimis, coordinatore di Udu Padova, sottolinea che le morti sul lavoro costituiscono una tragedia davanti alla quale istituzioni e società devono assumersi la propria parte di responsabilità, sia sul fronte della prevenzione sia su quello del sostegno alle famiglie colpite.

Secondo Nimis, nessun giovane dovrebbe essere costretto a rinunciare all’università dopo aver perso un genitore a causa di un incidente o di un’emergenza legata all’attività lavorativa. L’esenzione dai contributi sarebbe quindi pensata come uno degli strumenti necessari per accompagnare le famiglie in una fase segnata da una perdita personale ed economica. La proposta, al momento, è in fase di definizione e dovrà essere esaminata dagli organi dell’Ateneo di Padova.

Il confronto con il territorio

L’iniziativa si inserisce in un percorso di collaborazione tra il mondo della formazione e le rappresentanze dei lavoratori. Udu Padova richiama in particolare una proposta avanzata di recente da Fillea Cgil e Comune, relativa alla gratuità degli asili per i figli delle vittime sul lavoro. Il riferimento viene indicato come esempio di intervento rivolto alle famiglie colpite da queste tragedie.

Per l’Udu, riconoscere esenzioni e altre forme di sostegno non risolverebbe le cause degli incidenti, né sostituirebbe le politiche di prevenzione e tutela dei lavoratori. Sarebbe però una misura minima per aiutare chi perde una madre o un padre e per affermare che la conseguenza della morte sul lavoro non può essere considerata soltanto come la perdita di un reddito. Il sindacato studentesco annuncia infine che continuerà a promuovere il confronto sul tema al fianco dei lavoratori.