Piemonte

Cristoforo Colombo aveva origini nel Monferrato?

Un convegno a Palazzo Lascaris approfondisce le radici piemontesi del navigatore tra fonti storiche e analisi scientifiche

Cristoforo Colombo aveva origini nel Monferrato?

Oggi, venerdì 23 ottobre 2026, presso Palazzo Lascaris sono stati presentati i risultati delle ricerche condotte dal Centro Studi Colombiani Monferrini (Cescom). L’ente da trent’anni porta avanti approfondimenti sull’origine familiare e geografica del celebre navigatore, ipotizzando l’appartenenza alla dinastia dei Colombo di Cuccaro Monferrato, comune piemontese dove nel 2006 è nato il museo dedicato all’esploratore.

Le origini piemontesi di Cristoforo Colombo

All’incontro è intervenuto il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco per valutare le tesi emerse durante i lavori.

“Se le ricostruzioni storiche troveranno conferma, potremo dire, con un pizzico d’orgoglio, che anche nelle vene di Cristoforo Colombo scorreva sangue piemontese”.

Le indagini degli esperti si basano sul ritrovamento e sull’analisi di materiale archivistico inedito.

“Un’ipotesi affascinante che invita a conoscere meglio la nostra storia e i suoi protagonisti. Questi studi rappresentano un patrimonio culturale importante per la nostra regione: desidero ringraziare i ricercatori che, con passione e rigore, hanno portato avanti in autonomia, per tanti anni, un lavoro di grande complessità”.

Il presidente del Cescom, Giorgio Casartelli Colombo di Cuccaro, ha rimarcato l’importanza del metodo scientifico basato sulle fonti scritte.

“Da trent’anni il Centro lavora alacremente per trovare nuovi documenti che possono aiutarci a capire meglio la figura storica di Cristoforo Colombo. Molti parlano senza cercare i documenti; noi abbiamo trovato e offerto all’attenzione degli studiosi circa 1200 pagine di documenti e contributi scientifici. Il lavoro dello storico non può disgiungersi dai documenti: oggi ne sappiamo molto più di trent’anni fa e le possibili origini monferrine di Colombo devono essere prese in seria considerazione”.

I legami con il papato, i marinai e la questione del DNA

Durante il IV Congresso internazionale di studi colombiani, il curatore dell’evento Giorgio Enrico Cavallo ha illustrato i punti chiave emersi dalle recenti scoperte.

“Nella prima sezione del congresso sono state analizzate nuove linee di ricerca, focalizzando l’attenzione su alcune figure. Tra esse, il personaggio-chiave: Raffaele Riario della Rovere, cugino di Colombo in quanto parente della madre, Marietta dei marchesi di Ceva. Il cardinal Riario è stato l’evidente collegamento tra Colombo e il papa. Vi sono poi i due marinai di Colombo: Michele Balestrero e Secondo Cornacchia, entrambi personaggi storici documentati e originari rispettivamente di Fubine e Vignale Monferrato. Abbiamo anche discusso delle tecniche di navigazione del secolo XV e della questione del Dna, che ha fatto molto parlare negli ultimi anni”.

Infine, il co-curatore Fabrizio Nucera Giampaolo si è concentrato sui rapporti istituzionali e giuridici con la corona spagnola.

“Una parte del congresso è stata dedicata ai rapporti con la Spagna. Sono stati toccati i rapporti con la regina Isabella la Cattolica, della quale è aperto il processo di beatificazione e si è parlato del diritto in terra iberica in materia di successioni, argomento importante per la causa nella successione al maggiorasco di Colombo”.