Varazze (SV)

A Varazze sequestrati mille capi e orologi contraffatti

Due soggetti sono stati denunciati senza arresto per introduzione, vendita di prodotti falsi e ricettazione.

La Guardia di Finanza di Savona ha individuato a Varazze un deposito clandestino utilizzato per conservare e distribuire prodotti contraffatti. L’operazione, condotta con la collaborazione della Polizia Locale, ha portato al sequestro di circa mille capi di abbigliamento, accessori di lusso e orologi falsi che, secondo gli accertamenti, erano destinati alla vendita.

I controlli sul litorale

Il primo intervento è stato eseguito sul litorale varazzino. Durante il servizio, i militari hanno fermato un cittadino senegalese residente a Savona, trovato in possesso di numerosi orologi contraffatti. Gli articoli riproducevano marchi prestigiosi come Rolex, Omega, Cartier, Patek Philippe, Panerai e Audemars Piguet e sarebbero stati destinati alla vendita a clienti occasionali.

Gli accertamenti successivi hanno consentito ai finanzieri del Gruppo di concentrare l’attenzione su un locale nella disponibilità di un altro cittadino extracomunitario. Il controllo rientrava nell’attività di contrasto alla violazione dei diritti di proprietà industriale, con particolare riferimento alla tutela di marchi e brevetti.

Il deposito con i capi falsi

All’interno del locale è stato scoperto un vero e proprio magazzino clandestino. Sulle scaffalature erano stoccati centinaia di capi di abbigliamento con loghi di note marche, riprodotti con cura. Tra i brand individuati figurano Fendi, Moncler, Chanel, Yves Saint Laurent, Louis Vuitton e Burberry.

Il materiale è stato sottoposto a sequestro perché ritenuto destinato alla commercializzazione. L’intervento ha permesso di interrompere, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, una filiera di vendita di articoli falsi che comprendeva sia accessori di lusso sia capi di abbigliamento.

In entrambi i casi, le persone coinvolte sono state denunciate a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Savona. Le ipotesi di reato contestate sono l’introduzione e il commercio di prodotti con segni falsi e la ricettazione. Le verifiche proseguono nell’ambito dell’attività di contrasto alla contraffazione e alla commercializzazione di merce priva dei requisiti di autenticità.