Bergamo (BG)

Bergamo, revocati 414 permessi per richiesta d’asilo

Nel capoluogo lombardo 1.215 autorizzazioni sono state concesse; 26 pratiche saranno esaminate dall’organismo nazionale.

A Bergamo, dall’inizio dell’anno sono stati rilasciati 1.215 permessi di soggiorno per richiesta d’asilo. Nello stesso periodo, 414 titoli sono stati revocati dopo il venir meno dei requisiti previsti dalla normativa. L’attività è condotta dalla Polizia di Stato attraverso l’Ufficio Immigrazione della Questura, che verifica la regolarità delle posizioni e la permanenza delle condizioni necessarie per il soggiorno.

Le revoche sono state disposte in seguito alle decisioni della Commissione territoriale competente oppure sulla base degli accertamenti svolti presso i domicili dichiarati. In diversi casi, i controlli hanno permesso di riscontrare l’irreperibilità delle persone interessate. Le verifiche riguardano anche soggetti irregolari e cittadini stranieri con precedenti penali, nell’ambito degli interventi programmati dall’ufficio.

Le posizioni già riconosciute

L’attenzione della Questura si estende inoltre a chi ha già ottenuto una forma di protezione internazionale. Quando emergono condanne per reati o altre circostanze che possono incidere sul mantenimento dello status, l’Ufficio Immigrazione procede agli accertamenti e, nei casi previsti, trasmette la posizione alla Commissione Nazionale per il riconoscimento della protezione internazionale.

In questo contesto sono state inoltrate 26 proposte di revoca dello status. Le segnalazioni riguardano persone ritenute pericolose per la sicurezza dello Stato, situazioni collegate a motivi di ordine pubblico oppure casi di rientro nel Paese d’origine. La decisione conclusiva spetta alla Commissione Nazionale, chiamata a esaminare ogni singola posizione sulla base della normativa vigente.

Espulsioni e accompagnamenti

Parallelamente prosegue il contrasto alla presenza irregolare sul territorio. Nella scorsa settimana tre cittadini stranieri sono stati espulsi: uno era stato arrestato l’11 ottobre per spaccio di sostanze stupefacenti ed è stato rimpatriato dopo il giudizio per direttissima; gli altri due erano stati arrestati per il possesso di documenti falsi.

Nello stesso periodo, altri due cittadini stranieri irregolari sono stati accompagnati nei Centri di permanenza per il rimpatrio. Uno aveva precedenti per reati in materia di stupefacenti e contro il patrimonio, mentre l’altro era stato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. Le misure si inseriscono nell’attività di controllo delle posizioni individuali svolta dagli uffici competenti.