Codigoro (FE)

Nuovo filone sul caporalato durante la bonifica aviaria

Un socio della cooperativa agricola del Bidente rischia il processo per il reclutamento di lavoratori stranieri.

La Procura di Ferrara ha chiesto il rinvio a giudizio per uno dei soci della Cooperativa Agricola del Bidente, accusato di intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera. Il nuovo procedimento riguarda lavoratori stranieri impiegati, secondo l’ipotesi accusatoria, nelle operazioni di bonifica dello stabilimento Eurovo di Codigoro dopo il focolaio di aviaria.

Si tratta del secondo filone d’inchiesta nato da quella vicenda, iniziata nell’ottobre 2017 con l’abbattimento e lo smaltimento di circa 750 galline contagiate dal virus. Secondo gli inquirenti, il socio della cooperativa avrebbe svolto un ruolo di collegamento tra la propria società e alcune cooperative ritenute irregolari, contribuendo al reclutamento delle persone poi impiegate nell’impianto.

Il primo procedimento

Il procedimento principale è arrivato a una sentenza di primo grado lo scorso aprile. Il collegio del tribunale di Ferrara ha condannato a quattro anni di carcere e 50mila euro di multa ciascuno i responsabili di tre cooperative considerate spurie: Abderrahim El Absy, 61 anni, della Coop Work Alliance di Cesena; Ahmed El Alami, 64 anni, della Coop Agritalia di Verona; e Lahcen Fanane, 60 anni, della Coop Veneto Service di San Bonifacio.

Per gli altri tre imputati, esponenti amministrativi e operativi della Cooperativa Agricola del Bidente, non era stata accertata alcuna responsabilità. Nei loro confronti erano state contestate, a vario titolo, la tentata truffa da 1,8 milioni di euro ai danni dell’Ausl, il subappalto non autorizzato di manodopera e l’intermediazione illecita con sfruttamento dei lavoratori. Il processo si era concluso con assoluzioni e proscioglimenti. Contro quella decisione risultano presentati due appelli, uno della Procura di Ferrara e uno della Cgil.

La nuova udienza preliminare

Le nuove contestazioni sono state formalizzate nell’udienza preliminare davanti al gup Marco Peraro. La Procura sostiene che le intercettazioni telefoniche abbiano consentito di ricostruire il ruolo dell’imputato nel rapporto tra la cooperativa agricola e quelle che, nel procedimento principale, sono state definite spurie.

In questo secondo filone, diversamente dal procedimento principale, il giudice non ha ammesso Cgil e Ausl come parti civili. La decisione sul rinvio a giudizio o sul proscioglimento è stata rinviata al 3 febbraio.

L’inchiesta madre, coordinata dal pm Andrea Maggioni, era partita dall’incidente avvenuto lungo l’autostrada A13 nella notte tra il 25 e il 26 novembre 2017. Un furgone con dodici cittadini stranieri, di ritorno dall’impianto di Codigoro, si era ribaltato: nello schianto era morto il 62enne marocchino Lahmar El Hassan, che era alla guida del veicolo. Da quell’incidente erano partiti gli accertamenti che avevano portato alla scoperta del presunto caso di caporalato nel Basso Ferrarese.