Un incendio ha devastato il coro del Monastero del Cuore Immacolato di Maria e di San Giuseppe, ad Aulla, ma non ha distrutto una piccola immagine della Madonna custodita in una teca. Il rogo ha annerito pareti, arredi e suppellettili, mentre il vetro della teca è andato in frantumi. La riproduzione dell’icona, realizzata su un foglio di carta, è stata ritrovata integra, appena annerita, nonostante la vicinanza alle fiamme e l’acqua utilizzata per spegnere l’incendio.
Le clarisse hanno inoltre recuperato il Santissimo, collocato sulla grande croce di legno: il manufatto è rimasto integro, anche se leggermente annerito. La teca si trovava al centro del coro, accanto al tabernacolo, completamente bruciato insieme al mobile che la sosteneva. Per le religiose si tratta di un segno della protezione divina; i primi accertamenti, invece, sembrano ricondurre l’origine del rogo a un possibile corto circuito dell’impianto di amplificazione utilizzato per i microfoni.
L’allarme e l’intervento dei vigili del fuoco
L’incendio è stato scoperto martedì mattina, intorno alle 11, quando una suora è passata davanti al coro ed è stata investita dal fumo. Le sette sorelle presenti hanno dato l’allarme e chiamato i vigili del fuoco, mentre dall’interno arrivava il rumore delle vetrate che esplodevano. Le fiamme hanno rapidamente coinvolto plastica, legno, mobili e tendaggi, producendo una densa colonna di fumo nero.
Decisivo è stato l’intervento dei vigili del fuoco di Aulla, che hanno circoscritto l’incendio impedendo che si estendesse al resto del complesso. Il coro, luogo centrale della preghiera e della vita quotidiana della comunità, ha riportato danni pesanti. La cappella è rimasta l’unico spazio agibile per le celebrazioni e la preghiera. Nessuna delle religiose ha riportato conseguenze fisiche.
La comunità accanto alle clarisse
Le monache hanno ringraziato i soccorritori per la professionalità e la disponibilità dimostrate durante le operazioni di spegnimento. La notizia ha suscitato preoccupazione e solidarietà tra le persone che frequentano il convento, dove spesso trovano ascolto, conforto e aiuto. Vicinanza è stata espressa anche dal vescovo Mario Vaccari, dal sindaco di Aulla e dalla comunità locale, oltre che da numerose persone in Italia e all’estero.
Il rogo non ha interrotto la missione delle otto clarisse che vivono nel monastero, fondato nel 1993. La comunità continuerà a sostenere le persone in difficoltà, offrendo ascolto, preghiera e aiuti concreti. Le religiose spiegano che negli ultimi anni sono aumentate le richieste di sostegno da parte dei poveri e che, con l’aiuto dei social network, il monastero mantiene aperto un collegamento con l’esterno. Anche i messaggi arrivati dal Medio Oriente, in particolare da Siria e Palestina, hanno accompagnato la comunità dopo l’incendio.