La candidatura della Via Francigena italiana al riconoscimento come patrimonio mondiale Unesco compie un nuovo passo avanti. Icomos, organismo consultivo dell’Unesco incaricato di valutare le proposte relative al patrimonio culturale, ha espresso un giudizio preliminare positivo sul progetto italiano.
La valutazione riconosce il ruolo della Via Francigena come itinerario di rilievo per la storia della cristianità e permette di proseguire con la preparazione del dossier completo. Il parere non coincide ancora con l’iscrizione nella lista del patrimonio mondiale, ma rappresenta una tappa significativa nel percorso avviato dalle istituzioni italiane.
Un progetto condiviso tra più regioni
La proposta è sostenuta dal ministero della Cultura e dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. A promuoverla sono l’Emilia-Romagna, la Toscana, capofila del progetto, il Lazio, la Lombardia, il Piemonte, la Liguria e la Valle d’Aosta, insieme a una rete di enti locali e istituzioni coinvolte nella valorizzazione del cammino.
L’assessora regionale al Turismo Roberta Frisoni ha definito il parere preliminare un riconoscimento del lavoro svolto con i ministeri, le altre Regioni, gli enti locali e i soggetti impegnati nel progetto. Secondo l’amministratrice, il riconoscimento internazionale potrebbe rafforzare la valorizzazione dei territori attraversati e sostenere nuove opportunità per i piccoli borghi e le aree interne.
Nel progetto regionale, il turismo lento viene indicato come strumento per promuovere le identità locali, distribuire i flussi durante l’anno e favorire la conoscenza di luoghi meno frequentati. Il percorso viene inoltre collegato al paesaggio, alle tradizioni, alla cultura e alle produzioni enogastronomiche delle comunità interessate.
Il percorso avviato a Fidenza
Il procedimento per l’inserimento della Via Francigena nella lista del patrimonio mondiale è iniziato nel 2015 a Fidenza, su iniziativa di diversi Comuni italiani. La città emiliana continuerà a ospitare anche nei prossimi anni la sede dell’Associazione europea delle Vie Francigene, organismo coinvolto nella promozione e nella tutela del cammino.
Il giudizio espresso da Icomos consente ora di passare alla fase successiva, con la predisposizione della documentazione necessaria a sostenere la candidatura. L’obiettivo è ottenere il riconoscimento Unesco per un itinerario che attraversa più territori italiani e che viene presentato come elemento di collegamento tra storia, cultura e comunità locali.