È stato identificato e autenticato per la prima volta un manoscritto autografo degli Sciolti a Sigismondo Chigi, opera di Vincenzo Monti considerata un riferimento importante per la poesia italiana tra Settecento e Ottocento. Il documento è stato individuato da Marco Capriotti, ricercatore e Marie Skłodowska-Curie Fellow presso il Centro di ricerca sulle Digital Humanities DHMoRe dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
La scoperta restituisce una nuova testimonianza diretta del poemetto, del quale finora non erano noti esemplari manoscritti. L’identificazione e l’autenticazione sono state condotte nell’ambito delle attività di ricerca del centro diretto da Matteo Al Kalak, impegnato nello studio e nella valorizzazione del patrimonio storico-documentario.
Un testo centrale nella letteratura italiana
Gli Sciolti a Sigismondo Chigi furono pubblicati nel 1783 e nei decenni successivi ottennero una crescente fortuna, diventando tra le opere più lette e imitate dell’Ottocento. Il poemetto esercitò un’influenza significativa sulla produzione di Ugo Foscolo, fino a ispirare i Sepolcri, e contribuì in modo ancora più diretto alla formazione poetica di Giacomo Leopardi.
Dal testo di Monti, Leopardi trasse infatti parole e immagini confluite in alcune delle sue composizioni più note, tra cui L’infinito, il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia e Le ricordanze. Il manoscritto potrà quindi offrire nuovi elementi per ricostruire la circolazione dell’opera e il suo ruolo nella storia della poesia italiana degli ultimi due secoli.
La ricerca proseguirà con uno studio scientifico
I risultati del lavoro che ha portato all’identificazione e all’autenticazione del documento saranno presentati in un articolo scientifico, la cui pubblicazione è prevista per l’inizio del 2027. Secondo Matteo Al Kalak, l’importanza del ritrovamento non riguarda soltanto la rarità materiale del manoscritto, ma anche la possibilità di approfondire la conoscenza di un’opera che ha dato un impulso rilevante alla poesia italiana.
Il Centro interdipartimentale DHMoRe è promosso dal Dipartimento di Studi linguistici e culturali e dal Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell’Università di Modena e Reggio Emilia, con l’adesione dei Dipartimenti di Giurisprudenza, Economia Marco Biagi, Educazione e Scienze Umane e Comunicazione ed Economia. Al Kalak è inoltre responsabile scientifico del progetto DHMoReLAB, dedicato alla creazione di archivi digitali e cataloghi di manoscritti, anche attraverso l’impiego di strumenti di machine learning.