Fare chiarezza sulle prospettive della Cogne Acciai Speciali è la priorità indicata dai sindacati dopo l’annuncio di un parziale stop alla produzione tra novembre e dicembre. Il confronto riguarda non soltanto la durata del fermo, ma anche le possibili conseguenze sull’attività dell’acciaieria nei mesi successivi.
Il confronto sul fermo produttivo
La preoccupazione delle organizzazioni dei lavoratori nasce dalle informazioni emerse negli incontri con i vertici aziendali. Secondo il segretario del Savt Bruno Albertinelli, non è ancora chiaro se la difficoltà sia limitata al periodo compreso tra novembre e dicembre oppure se possa estendersi anche ai primi mesi del 2027.
La settimana è stata segnata da una serie di riunioni tra i soggetti coinvolti. Dopo il confronto tra la Regione Valle d’Aosta e la direzione dell’acciaieria, il presidente della Regione Testolin e l’assessore allo Sviluppo economico Bertschy hanno incontrato le organizzazioni sindacali per esaminare la situazione e le prospettive dell’impianto.
Al termine della riunione, il segretario della Cgil Valle d’Aosta Igor De Belli ha riferito che l’azienda avrebbe escluso uno scenario negativo per il 2027. Il rappresentante sindacale ha però criticato il comportamento della società, giudicando improvviso il passaggio dal confronto sul contratto integrativo, dopo la disdetta dell’accordo, all’annuncio della chiusura dei reparti per nove settimane.
Le prospettive per il 2027
Il calendario dei confronti non è ancora concluso. Nei prossimi giorni sono previste assemblee con i lavoratori e potrebbe essere valutato anche il coinvolgimento del ministero, qualora dalla Cogne Acciai Speciali non arrivassero indicazioni sufficientemente chiare sul futuro della produzione.
La Regione condivide la preoccupazione espressa dai sindacati. L’assessore Luigi Bertschy ha sottolineato che la questione non riguarda soltanto la gestione della parte finale dell’anno, ma soprattutto la prospettiva dell’acciaieria per il 2027 e per gli anni successivi.
Secondo Bertschy, l’azienda sta affrontando con attenzione il lavoro ancora da organizzare e, allo stato attuale, ci sarebbero elementi che fanno ritenere possibile una tenuta dell’attività. Tra gli aspetti richiamati dall’assessore figurano anche la volontà di investire e una presenza commerciale considerata solida sui diversi segmenti di mercato. I sindacati, tuttavia, attendono chiarimenti più precisi sulla durata dello stop e sulle ricadute produttive future.