Rifiuti dati alle fiamme e minorenni costretti ad appiccare il fuoco.
Con tanto di presunto giro di soldi in cambio dello smaltimento illegale di qualsiasi tipo di scarto: dal legno agli elettrodomestici, dal materiale edile alle suppellettili.
A Lucca è stato scoperto il business dei rifiuti.
La Procura della Repubblica di Firenze, Direzione distrettuale antimafia, ha delegato la squadra mobile della Questura di Lucca e il nucleo di polizia giudiziaria della polizia locale del Comune di Lucca, che hanno svolto un’articolata attività di indagine, per l’esecuzione di due ordinanze cautelari, una a carattere personale e altra reale.

La prima attiene all’applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di cinque indagati, dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di altri 5 indagati nonché della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività di rappresentante legale delle rispettive imprese individuali per la durata di anni uno nei confronti di ulteriori 3 indagati.
L’ordinanza cautelare reale attiene al sequestro preventivo, già parzialmente eseguito, di sei autocarri di proprietà di vari indagati.

I provvedimenti cautelari, emessi dal Gip del tribunale di Firenze, su richiesta della Procura, conseguono all’accertamento di gravi fatti delittuosi, consumati nel campo nomadi di via delle Tagliate di Lucca tra il 2022 e il 2025, ruotanti attorno ad un’associazione per delinquere finalizzata allo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti attraverso la loro combustione illecita, con inevitabili conseguenze in termini di inquinamento ambientale.
I reati contestati agli indagati, a vario titolo, sono: associazione per delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale, gestione illecita dei rifiuti, combustione illecita di rifiuti.