Marche

Imprese familiari, nelle Marche la sfida del ricambio generazionale

Il 42% dei titolari ha almeno 60 anni: Confindustria punta su governance e competenze per garantire continuità alle aziende

Il passaggio generazionale è una delle principali sfide per il sistema produttivo delle Marche. A sottolinearlo è Diego Mingarelli, presidente di Confindustria, che indica nella continuità delle imprese familiari una priorità per la competitività futura del territorio. Secondo i primi dati dell’Osservatorio regionale, il 95,2% delle società di capitali marchigiane è a controllo familiare: si tratta di quasi 28mila imprese, con 48 miliardi di euro di ricavi e oltre 193mila addetti.

Il tema è legato soprattutto all’età degli attuali vertici. Oltre il 40% dei titolari ha almeno 60 anni e dovrà quindi affrontare, nei prossimi anni, un cambiamento ai vertici spesso determinato da ragioni anagrafiche. L’obiettivo dichiarato da Confindustria è accompagnare le aziende in questo percorso, evitando che un patrimonio produttivo inserito in filiere e catene del valore venga disperso.

Governance e nuove competenze

La necessità di preparare la successione riguarda in particolare le piccole e medie imprese, dove le responsabilità sono spesso concentrate in poche figure. Il 70% delle aziende, secondo i dati citati nell’intervista, ha un amministratore unico. Per Mingarelli servono quindi progetti di supporto e una rete di professionisti specializzati, sia sul piano finanziario sia su quello della governance, con strutture di leadership più aperte e capaci di affiancare al fondatore nuove competenze.

La transizione, osserva il presidente di Confindustria, non dovrebbe essere considerata soltanto come un passaggio formale. Le imprese che hanno già completato il ricambio generazionale, circa il 12% del totale, concentrano il 31,5% degli addetti e il 38,7% dei ricavi. Il dato viene indicato come un elemento a sostegno di un processo organizzato nel tempo, nel quale l’esperienza della prima generazione possa unirsi alle competenze e all’iniziativa dei più giovani.

Il futuro del sistema produttivo

Il contesto in cui le aziende marchigiane devono affrontare questa trasformazione è segnato da cambiamenti geopolitici e innovazioni tecnologiche. Il sistema produttivo regionale, spiega Mingarelli, sta riorganizzando alcune filiere, ma conserva nella manifattura e nella capacità di elaborare una visione strategica i suoi principali punti di forza.

Al percorso si affianca anche l’attività della Politecnica, che ospita uno dei primi corsi del Centro Italia dedicati alla successione e alla governance delle imprese familiari. L’iniziativa punta a formare le nuove generazioni sulle competenze necessarie alla gestione aziendale e a costruire una comunità di supporto. In caso di assenza di un successore, il progetto potrebbe coinvolgere anche altri imprenditori per favorire la continuità dell’attività.

Per Confindustria, il sistema associativo può svolgere un ruolo di raccordo tra imprese, professionisti e istituzioni. La prospettiva indicata da Mingarelli è che le aziende e i loro centri decisionali possano rimanere sul territorio, mantenendo nelle Marche competenze, occupazione e capacità produttiva.