Venti aspiranti Oss dallo Sri Lanka, progetto presentato a Treviso

Uneba e realtà sociali avviano un canale regolare: prima occupazione, alloggio e accompagnamento per l'integrazione.

Venti operatori provenienti dallo Sri Lanka sono arrivati in Veneto per avviare un percorso di formazione e inserimento lavorativo finalizzato al conseguimento della qualifica di operatore sociosanitario. Il progetto Zefiro, presentato il 19 ottobre 2026 a Treviso, nasce per affrontare la carenza di personale nei servizi alla persona e sperimentare un canale strutturato di reclutamento internazionale.

Formazione e inserimento

L’iniziativa è promossa da Uneba Veneto e sviluppata dalla cooperativa sociale Insieme Si Può, con la partecipazione di Pia Opera Ciccarelli e Confcooperative Veneto. I candidati, tutti tra i 20 e i 40 anni, avevano già seguito percorsi formativi nell’ambito assistenziale nei Paesi di origine. Per ciascuno è stato valutato il divario tra le competenze acquisite e i requisiti necessari per ottenere la qualifica italiana di Oss.

Il percorso comprende una prima fase di preparazione civico-linguistica svolta nel Paese di origine, seguita dall’ingresso in Italia e dall’assunzione come operatori per l’assistenza di base. La formazione professionale proseguirà dopo l’arrivo, con l’obiettivo di completare le integrazioni richieste e ottenere l’attestato di operatore sociosanitario. Secondo le indicazioni previste, il completamento richiederà circa un altro anno.

Ai partecipanti sono garantiti gratuitamente vitto e alloggio, insieme a un accompagnamento destinato a sostenere l’integrazione sociale e professionale. È stato inoltre sottoscritto un patto di fidelizzazione della durata di tre anni, che prevede l’impegno a proseguire il percorso nelle strutture che li assumeranno. La fase successiva riguarderà la trasmissione al ministero della Salute dei profili formativi e delle competenze maturate, così da individuare gli eventuali passaggi necessari al riconoscimento della qualifica.

Un modello da estendere

Raffaella Da Ros, presidente di Insieme Si Può, ha spiegato che il progetto intende affiancare i tradizionali strumenti di ricerca del personale con un sistema di selezione svolto direttamente nei Paesi di origine. L’obiettivo è individuare persone motivate e già orientate al lavoro assistenziale, accompagnandole poi nelle fasi di formazione, occupazione e integrazione. Per Francesco Facci, presidente di Uneba Veneto, l’esperienza nasce dalla collaborazione tra enti e organizzazioni chiamati a rispondere alla difficoltà di reperire risorse nel settore sociosanitario.

Alla presentazione è intervenuta anche Paola Roma, assessore ai servizi sociali della Regione Veneto. L’assessore ha sottolineato il ruolo degli operatori sociosanitari nella cura delle persone fragili e la necessità di collegare formazione, lavoro e abitazione. Nel suo intervento ha richiamato anche il Tavolo dell’Abitare e il confronto con gli enti gestori e con i tavoli nazionali, per individuare profili professionali coerenti con le esigenze dei servizi.

Zefiro si inserisce nell’ambito del Testo unico sull’immigrazione e punta a rendere continuativo un canale regolare di reclutamento dall’estero. È in fase di completamento un secondo percorso rivolto al Perù, i cui partecipanti sono attesi prossimamente in Italia. Per il gruppo già arrivato dallo Sri Lanka, invece, il prossimo passaggio sarà la verifica ministeriale delle competenze e della formazione necessarie per raggiungere la qualifica italiana di Oss.