Borgo a mozzano (LU)

Andreuccetti: «A Borgo a Mozzano giovani contro il carovita»

Il primo cittadino richiama le mobilitazioni pacifiche e invoca una svolta fondata su giustizia sociale e sviluppo sostenibile.

Patrizio Andreuccetti, sindaco di Borgo a Mozzano, interviene sul significato delle proteste che stanno coinvolgendo giovani e cittadini in diversi Paesi europei. In un intervento del 18 ottobre 2026, il primo cittadino sostiene che le mobilitazioni contro il carovita e per una scuola diversa non debbano essere liquidate concentrandosi esclusivamente sugli episodi di violenza.

Andreuccetti contesta quello che definisce un atteggiamento contraddittorio nei confronti della partecipazione civile. A suo giudizio, quando i giovani appaiono disinteressati e la popolazione non scende in piazza, si parla di assenza di senso civico e di coraggio. Quando invece le persone manifestano e arrivano a bloccare le strade per denunciare l’aumento del costo della vita, prevalgono la minimizzazione delle ragioni della protesta o l’attenzione riservata soltanto alle sue eventuali degenerazioni.

Il valore delle proteste pacifiche

Il sindaco precisa che la protesta violenta è sbagliata e non può rappresentare una soluzione. Allo stesso tempo, però, ritiene che gli episodi di questo tipo non debbano cancellare né ridimensionare le motivazioni della maggioranza dei manifestanti, descritta come pacifica e impegnata a chiedere cambiamenti sul piano sociale e istituzionale.

Secondo Andreuccetti, i giovani chiedono una scuola più libera e formativa, mentre chi scende in strada denuncia un costo della vita ritenuto ormai incompatibile con la possibilità di condurre un’esistenza dignitosa. Il sindaco collega queste istanze a un fenomeno più ampio, che attraverserebbe Italia, Spagna, Francia, Albania e altri Paesi, pur nella diversità degli obiettivi specifici.

La prospettiva europea

Per il primo cittadino di Borgo a Mozzano, le mobilitazioni rappresentano espressioni differenti di una stessa insoddisfazione verso l’indirizzo seguito dalle classi dirigenti. Nel suo ragionamento critica sia un nazionalismo definito miope sia un modello economico privo di adeguati contrappesi politici.

La situazione, sostiene Andreuccetti, potrebbe diventare l’occasione per una trasformazione culturale capace di accelerare la costruzione di un’alleanza europea. Al centro di questo progetto, secondo il sindaco, dovrebbero esserci giustizia sociale e sviluppo sostenibile. L’esito di questa fase resta incerto, ma la finestra per intervenire, conclude, sarebbe quella attuale: «Fare l’Europa».