Momenti di tensione e danneggiamenti hanno interessato il centro storico di Verona nel pomeriggio di sabato, quando diversi gruppi di giovani si sono radunati in più punti della città. La polizia di Stato ha identificato oltre 60 persone, sette delle quali sono state accompagnate in Questura. Sei sono state denunciate all’autorità giudiziaria.
Gli assembramenti e il rischio di confronto
Il primo episodio è stato registrato intorno alle 16.40 nei pressi di piazza San Nicolò. In quell’area si trovava una quarantina di giovani, alcuni dei quali parzialmente travisati. Gli agenti hanno sorpreso alcune persone mentre rovesciavano un cassonetto dei rifiuti, successivamente cosparso di benzina.
Intorno alle 18.30, sulla scalinata del Palazzo della Gran Guardia, si è formato un nuovo assembramento composto da circa un centinaio di persone. Nello stesso momento, la Digos ha rilevato la presenza di una trentina di militanti di estrema destra radunati nella vicina via Manin. Le misure di contenimento predisposte e coordinate dalla Questura hanno consentito di evitare la contrapposizione tra i gruppi e qualsiasi contatto. Non si sono registrati feriti.
Danneggiamenti e accertamenti
Alle 19.15 circa, in piazza Pradaval, è stato individuato un ulteriore gruppo di una quarantina di giovani. Alcuni avevano con sé degli estintori e in quel momento era stato appiccato un principio di incendio a due cestini dei rifiuti, spento rapidamente dagli agenti delle Volanti.
Durante l’identificazione di alcune delle persone presenti, è stato inoltre accertato il danneggiamento di un’autovettura con colori di serie della Questura. Secondo quanto ricostruito, il veicolo sarebbe stato colpito dal lancio di una bottiglia di vetro.
Dei sette giovani accompagnati negli uffici di polizia, sei sono stati denunciati a vario titolo per tentato incendio, blocco stradale, getto pericoloso di cose, travisamento, resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio e ricettazione. Si tratta di sei minorenni e di un maggiorenne, italiani e stranieri, tutti residenti in provincia di Verona. Proseguono intanto gli accertamenti della polizia, che sta esaminando le immagini della videosorveglianza e i video diffusi online per individuare eventuali ulteriori responsabili.