La realizzazione della nuova Questura nell’area dell’ex Eridania, a Forlì, si ferma per ora davanti alla mancanza delle risorse necessarie. È quanto emerso dall’incontro svolto mercoledì al Viminale, a Roma, al quale hanno partecipato il sindaco Gian Luca Zattini, il sottosegretario agli Interni Nicola Molteni, il deputato Jacopo Morrone e l’assessore comunale ai Lavori pubblici Vittorio Cicognani.
Il primo cittadino ha chiarito che il Comune non ha ritirato la propria disponibilità sull’area della cosiddetta piccola Eridania. Il terreno era stato messo a disposizione dell’amministrazione e inserito nel protocollo sottoscritto con il Demanio. Il nodo, secondo quanto riferito dopo il confronto con il ministero, è esclusivamente economico: la costruzione da zero della struttura avrebbe richiesto una spesa compresa tra 40 e 59 milioni di euro, in base ai servizi da includere, ma il Viminale ha comunicato di non avere oggi una dotazione sufficiente.
Le alternative all’edificazione
Il progetto legato all’ex zuccherificio, ha spiegato Zattini, era ancora a un livello preliminare e non esecutivo. Era stata valutata anche l’ipotesi di concentrare nell’area le diverse forze dell’ordine, ma l’intervento sarebbe risultato comunque oneroso e avrebbe occupato una parte significativa degli spazi esterni. L’indirizzo dell’amministrazione resta quello di destinare l’area a un grande parco, salvo la possibilità di riconsiderare in futuro la sede della Questura qualora si rendessero disponibili nuove risorse.
Tra le alternative sottoposte all’attenzione del ministero figura l’edificio dell’ex Romagna Acque, in piazzale del Lavoro. La struttura, chiusa nel 2018, non è completamente pronta all’uso: sarebbero necessari interventi di adeguamento per alcuni milioni di euro. Il Comune, dopo la sottoscrizione di un comodato, si limiterebbe però a consegnare l’immobile allo Stato, senza farsi carico dei lavori.
Secondo il sindaco, l’edificio potrebbe offrire spazi adeguati soprattutto per i mezzi, grazie alla presenza di un ampio cortile interno. Restano da definire gli aspetti organizzativi: una possibilità è il trasferimento integrale degli uffici, mentre un’altra prevede di mantenere una parte delle attività nell’attuale sede di corso Garibaldi. Dovrà inoltre essere valutato l’utilizzo degli spazi per gli alloggi del personale.
Il futuro dell’area
Zattini ha ricordato che l’ex Romagna Acque era stata indicata in passato come possibile sede della polizia locale. Nel 2019 l’amministrazione aveva però scelto di mantenere il comando al Palazzo di Vetro, in via Punta di Ferro, già utilizzato provvisoriamente. Una decisione legata ai costi di un nuovo trasferimento e alla volontà di non lasciare vuota quella zona, non a carenze strutturali dell’edificio.
Un’ulteriore ipotesi aveva riguardato la storica sede dell’Università in corso della Repubblica, ora che le attività dell’ateneo sono concentrate al Campus. L’immobile, tuttavia, non è stato ritenuto adeguato alle esigenze della Polizia di Stato. La ricerca di una soluzione nasce dalle criticità della sede di corso Garibaldi, segnalate da circa trent’anni.
Il protocollo presentato nel dicembre 2025 al San Giacomo non viene considerato vincolante e prende atto dell’impossibilità di procedere con l’opzione più costosa. Se la Questura non troverà posto nell’area dell’ex Eridania, la porzione occidentale sarà destinata al parco, come previsto dall’amministrazione. Prima sarà comunque necessario rendere l’area accessibile: le strutture dell’ex zuccherificio risultano in buone condizioni, mentre il tetto è pericolante. Una ristrutturazione completa richiederebbe decine di milioni di euro; una semplice messa in sicurezza sarebbe invece meno onerosa. Per il sindaco, il completamento del parco entro il 2027 non sarebbe realistico.