Internazionale

Il turismo riparte dopo la crisi: i numeri della ripresa

Flussi alberghieri e collegamenti aerei mostrano un recupero ancora parziale, mentre operatori e residenti guardano al 2027.

Dopo gli attacchi di febbraio e il rinvio per due volte dell’Arabian Travel Market, gli Emirati provano a rilanciare il proprio principale comparto economico. La 33ª edizione della fiera si è svolta al Dubai World Trade Centre, in un contesto ancora segnato dagli effetti della crisi nel Golfo. Gli arrivi sono in crescita, ma i dati mostrano che il recupero non è completo.

Secondo Dubai Corporation for Tourism and Commerce Marketing, ad agosto i visitatori sono stati quasi 870mila, il 63% rispetto allo stesso mese del 2025. Nei primi otto mesi dell’anno sono stati registrati 21,61 milioni di pernottamenti. L’occupazione alberghiera ha raggiunto il 66%, risalendo dal 36% di marzo, ma restando al di sotto dell’89% di un anno prima. Il comparto disponeva ad agosto di 794 strutture e 148.796 camere, con un tasso medio di occupazione del 60%.

Numeri ancora lontani dai livelli precedenti

I cinque stelle, che rappresentano 162 hotel e il 35% dell’offerta, hanno registrato un’occupazione del 52%, mentre gli aparthotel standard sono arrivati al 73%. L’Europa occidentale è stata il principale bacino di provenienza, con 1,365 milioni di visitatori, pari al 20% del totale. Seguono Asia meridionale, Paesi del Golfo, Russia ed Europa orientale. Il 25% dei visitatori è composto da persone che tornano per motivi familiari o di lavoro e scelgono poi gli Emirati per una vacanza.

Anche il trasporto aereo sta recuperando, seppure con velocità diverse. Emirates ha ripristinato il 97% della rete internazionale in termini di destinazioni servite, con 138 collegamenti in 72 Paesi e oltre 1.600 voli settimanali. La capacità disponibile in termini di posti era però al 93% a fine agosto. Durante la fiera la compagnia ha firmato sette accordi con enti del turismo, tra cui quelli di Seychelles, Mauritius e Fjord Norway.

Il ritorno dei visitatori è stato sostenuto anche dalla campagna A Dubai Invite, che ha coinvolto i residenti invitandoli a ospitare amici e familiari. Le segnalazioni hanno raggiunto quota 90mila, oltre l’obiettivo iniziale, mentre i pacchetti attivati sono stati più di 30mila. Il programma prevedeva sconti e voucher fino a 3mila dirham, pari a circa 815 dollari, utilizzabili in hotel, ristoranti, attrazioni e trasporti.

Fiducia tra residenti e operatori

Le testimonianze raccolte tra lavoratori e residenti mostrano una fiducia ancora significativa. Alcuni expat hanno scelto di restare anche durante i mesi più difficili, mentre le strutture alberghiere hanno riaperto progressivamente i propri servizi. Al Royal Atlantis, il ceo di Kerzner International Philippe Zuber ha ricordato i giorni di chiusura dell’acquapark e la gestione degli ospiti rimasti bloccati nella struttura, sottolineando il ruolo del personale durante l’emergenza.

Tra gli operatori italiani presenti all’Arabian Travel Market, Mappamondo ha predisposto pacchetti per Capodanno ed Epifania, mentre Wizz Air ha annunciato il ritorno dei collegamenti verso gli Emirati. Idee per Viaggiare prevede una ripresa della domanda italiana nei prossimi mesi. L’offerta si prepara inoltre a nuovi ingressi nel settore alberghiero e del benessere, tra cui il Six Senses sulla Palm, il Delano e un nuovo Buddha Bar.

Il piano di sviluppo guarda anche alle infrastrutture. Il nuovo aeroporto Al Maktoum dovrebbe completare la seconda pista entro la fine del 2027; la prima fase, prevista per il 2032, punta a una capacità di 150 milioni di passeggeri, destinata a salire a 260 milioni a regime. Il quadro resta quindi quello di una destinazione in movimento, con flussi in recupero ma ancora inferiori ai livelli precedenti alla crisi.