Marciana (LI)

Pensionata di Marciana sventa una truffa da 4.950 euro

L’uomo si è spacciato per un tenente dell’Arma e ha chiesto un bonifico istantaneo. La vittima ha verificato in caserma.

Una pensionata di Marciana ha sventato una truffa telefonica da 4.950 euro ricordando i consigli ricevuti durante un incontro di prevenzione organizzato dai Carabinieri. La vicenda è avvenuta nella mattinata di mercoledì 7 ottobre sull’Isola d’Elba.

La donna è stata contattata da un uomo che si è presentato come un sedicente tenente dei Carabinieri in servizio alla Stazione di Marciana Marina. Il falso militare ha raccontato che nell’ufficio postale di Marciana Marina sarebbero state installate telecamere antirapina, dopo il sospetto che un dipendente avesse sottratto denaro. Per una presunta attività investigativa, la pensionata avrebbe dovuto effettuare un bonifico istantaneo di 4.950 euro su un conto indicato al telefono.

La donna, accompagnata dal marito, si è inizialmente recata all’ufficio postale di Marciana Marina. Un’indisponibilità dei sistemi informatici ha però impedito di completare l’operazione. Il truffatore ha quindi cercato di mantenere il controllo della situazione, invitandola a raggiungere l’ufficio postale di Portoferraio.

È stato in quel momento che la pensionata ha iniziato a dubitare del racconto. Ricordando le indicazioni ricevute dai Carabinieri sulle tecniche utilizzate dai falsi appartenenti alle forze dell’ordine, ha chiesto all’interlocutore di incontrarlo in caserma. L’uomo ha risposto che l’indagine era riservata e che la sua presenza avrebbe potuto comprometterne l’esito. La donna non si è lasciata convincere, ha interrotto la telefonata e si è recata direttamente alla caserma dei Carabinieri di Portoferraio, dove ha riferito l’accaduto e presentato denuncia.

I consigli dell’Arma

I Carabinieri della Compagnia di Portoferraio, nell’ambito delle attività di prevenzione rivolte alle fasce più vulnerabili, ricordano che un militare non chiede mai denaro, bonifici, ricariche, contanti o gioielli. Non esistono procedure investigative che impongano a un cittadino di consegnare risparmi o beni di valore, né di effettuare operazioni bancarie per mettere al sicuro il denaro o verificare un conto.

Di fronte a una telefonata sospetta, l’invito è a non farsi condizionare dalla paura o dall’urgenza, a non comunicare codici e credenziali e a non fidarsi soltanto del numero visualizzato sul telefono. La comunicazione va interrotta e occorre contattare direttamente il 112 oppure raggiungere la Stazione dei Carabinieri più vicina.

I truffatori possono conoscere nomi, indirizzi e abitudini delle vittime, oltre a utilizzare numeri apparentemente riconducibili a uffici pubblici o caserme. In caso di dubbio è quindi consigliabile richiamare il numero ufficiale dell’ente, parlare con un familiare o chiedere aiuto alle forze dell’ordine. L’Arma sottolinea inoltre che non c’è nulla di cui vergognarsi nel verificare una richiesta anomala.

Prevenzione sul territorio

La pensionata aveva partecipato a uno degli incontri organizzati dai Carabinieri con la cittadinanza. In particolare, il 4 febbraio, il comandante della Stazione di Marciana Marina aveva incontrato un gruppo di persone nella sala USL della frazione Pomonte, nel Comune di Marciana, in un’iniziativa promossa dall’associazione Il Calello insieme all’amministrazione comunale.

Durante l’incontro erano state illustrate le principali tecniche di raggiro, tra cui il falso parente, il finto tecnico, la truffa dello specchietto e le false raccolte fondi. Era stato spiegato anche il meccanismo del finto incidente, con la richiesta urgente di denaro per aiutare un familiare che avrebbe causato un sinistro.

I Carabinieri di Livorno invitano infine a non aprire la porta a sconosciuti, a non diffondere online dati personali e bancari e a segnalare tempestivamente ogni situazione sospetta al 112. Gli incontri di informazione rivolti soprattutto alle persone anziane proseguiranno nei Comuni e nei luoghi di aggregazione del territorio.