Venezia (VE)

Marghera, verso il recupero dello stabile abbandonato di via Brunacci

L’amministrazione veneziana avvia l’iter: un’impresa potrà destinare l’edificio incompiuto ad attività commerciali.

Potrebbe aprirsi una nuova fase per lo stabile incompiuto di via Brunacci, a Marghera. L’edificio, realizzato solo in parte e mai utilizzato, si trova da anni in condizioni di abbandono ed è frequentato anche da persone senza fissa dimora. La giunta del Comune di Venezia ha approvato una proposta di deliberazione per favorire la riqualificazione dell’area da parte della società privata titolare del diritto di superficie.

Il contesto di degrado ha avuto anche conseguenze drammatiche. Tra il 2025 e il 2026 sono stati trovati nell’area i corpi senza vita di tre persone che la frequentavano e vi trovavano riparo. La situazione ha spinto l’amministrazione ad avviare un percorso per superare il lungo stallo e definire una nuova destinazione per il fabbricato e il lotto.

Il passaggio in consiglio comunale

La proposta dovrà ora essere esaminata dal consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Se il provvedimento sarà approvato, la società interessata potrà presentare l’istanza per ottenere il permesso di costruire e procedere alla riqualificazione dell’ambito, con l’obiettivo di insediarvi attività commerciali. Lo stesso atto consentirà inoltre di avviare l’acquisizione del lotto in proprietà.

Il punto centrale della delibera riguarda il superamento, limitatamente a questo caso, dell’obbligo di completare prima il fabbricato per poter acquisire l’area. Secondo l’impostazione dell’amministrazione, mantenere questa sequenza avrebbe comportato tempi più lunghi e costi maggiori, rallentando ulteriormente il recupero del sito.

L’assessore all’Urbanistica Paolo Romor, promotore della delibera, ha spiegato che l’obiettivo è sbloccare una situazione ferma da anni. Il sindaco Simone Venturini ha inserito l’intervento in un programma più ampio di riqualificazione di alcune porzioni del territorio comunale, con l’intento di restituire una funzione a spazi oggi inutilizzati.

La stessa impostazione, secondo quanto riferito dall’amministrazione, è stata applicata anche in altri ambiti: Terraglio Nord, l’ex torre Telecom alla Cipressina, i Magazzini Campana nel centro di Mestre e l’ex Umberto I. Si tratta di interventi accomunati dal ricorso alla collaborazione tra iniziativa privata e pianificazione pubblica per recuperare aree degradate o incompiute.