Il progetto Life Graphirec è entrato nell’Innovation Radar, la piattaforma della Commissione europea che raccoglie e valorizza le innovazioni considerate più promettenti. Bruxelles ha attribuito la qualifica di Key Innovator a Orim srl, capofila italiana dell’iniziativa, e a Sima srl, riconoscendo il loro ruolo nello sviluppo della tecnologia.
Al centro del progetto c’è il primo impianto pilota industriale europeo per il recupero della grafite da scarti e rifiuti di batterie, realizzato a Macerata. Nella valutazione dell’Innovation Radar, Graphirec è stato classificato come Market Ready: la tecnologia viene quindi considerata sufficientemente matura per intercettare una domanda già presente sul mercato.
Il recupero dai rifiuti delle batterie
Il progetto riunisce tre linee di attività. La prima riguarda il recupero della grafite dagli scarti di produzione delle batterie agli ioni di litio; la seconda il trattamento dei rifiuti derivanti dalle batterie alcaline; la terza il reinserimento della grafite recuperata nel ciclo produttivo di nuovi accumulatori.
Gli obiettivi indicati sono la riduzione della dipendenza dalle materie prime importate, un utilizzo più efficiente delle risorse e una maggiore sostenibilità della produzione. La Commissione europea sottolinea inoltre il carattere pionieristico dell’iniziativa e il suo rilievo per lo sviluppo di una filiera più circolare delle batterie su scala europea.
Per Orim, azienda con sede a Macerata e attiva nel trattamento e nella valorizzazione dei rifiuti industriali e dei materiali critici, il riconoscimento rappresenta un passaggio ulteriore rispetto alla partecipazione al progetto. La società è stata infatti indicata tra gli autori dell’innovazione e tra i soggetti chiamati a contribuire alla sua possibile crescita industriale.
«La selezione di Graphirec da parte della Commissione Europea conferma la solidità del nostro approccio e la rilevanza strategica del riciclo della grafite per il futuro delle batterie in Europa», ha dichiarato Alfredo Mancini, fondatore e amministratore delegato di Orim. Secondo il manager, la qualifica di Key Innovator è un risultato condiviso con i partner dell’iniziativa e sostiene il percorso verso la scalabilità industriale.
L’inserimento nell’Innovation Radar offre infine al progetto una vetrina internazionale e può favorire contatti con partner industriali e accademici, investitori e operatori del settore delle batterie.