La provincia di Cosenza sta affrontando una forte difficoltà nella distribuzione di benzina e gasolio, con numerosi impianti rimasti senza scorte. I cartelli con la dicitura tutto esaurito sono comparsi agli ingressi dei distributori, mentre lunghe file di automobili si sono formate davanti alle stazioni ancora operative. La situazione, riferisce il testo, si sta estendendo anche ad altre aree della Calabria e alla Puglia.
Ritardi nelle forniture e corsa al pieno
All’origine dei disagi viene indicata l’interruzione della catena logistica collegata alle proteste per la vertenza Ilva davanti alla raffineria Eni di Taranto, considerata un punto di approvvigionamento per Puglia, Basilicata e Calabria. Il blocco dei varchi di accesso ai camion cisterna avrebbe rallentato o fermato i flussi regolari di carburante diretti verso le regioni interessate.
Le notizie sui ritardi e sul possibile arrivo di ulteriori blocchi stradali hanno alimentato una corsa al rifornimento da parte degli automobilisti. In poche ore, secondo quanto riportato, le scorte di benzina e gasolio si sono esaurite nella quasi totalità degli impianti di Cosenza e lungo le principali arterie della provincia, dalla Valle del Crati a Corigliano-Rossano, fino alle aree del Tirreno e dello Ionio. Le code hanno provocato congestioni alla circolazione sia nei centri urbani sia sulle strade extraurbane.
La protesta degli autotrasportatori
Le associazioni di categoria denunciano l’aumento dei costi operativi legato al prezzo del gasolio e hanno annunciato possibili iniziative di fermo. Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto, ha definito preoccupante la tensione tra le imprese e ha chiesto al Governo la convocazione urgente di un tavolo. In assenza di una risposta, l’organizzazione valuta l’ipotesi di un fermo nazionale dell’autotrasporto.
In Calabria è stato proclamato un fermo regionale dei camion, che potrebbe durare cinque giorni consecutivi. Il rischio segnalato è un rallentamento delle consegne e delle attività produttive, con possibili difficoltà per la distribuzione nei supermercati e per il rifornimento delle imprese. La mobilitazione riguarda anche il comparto agricolo: sono previsti presidi e iniziative di protesta nel Cosentino, tra Rende, Montalto Uffugo, le aree costiere e i nodi lungo la Statale 18.
Gli operatori agricoli chiedono misure per affrontare i rincari del gasolio destinato alle attività e delle materie prime. Intanto, le prefetture locali seguono l’evoluzione della situazione e valutano, secondo il testo, l’eventuale predisposizione di contingenti riservati e corsie preferenziali per i mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine. Le prossime ore saranno decisive per capire se il Governo convocherà le rappresentanze della filiera dei trasporti e se l’emergenza resterà circoscritta al Mezzogiorno o avrà conseguenze più ampie.