La Delegazione FAI di Rieti ha annunciato due nuove aperture straordinarie della chiesa di Sant’Antonio Abate, parte del complesso dell’Ospedale Vecchio e chiusa al pubblico da oltre cinquant’anni. Gli appuntamenti sono fissati per venerdì 23 ottobre e giovedì 26 novembre 2026, dopo la partecipazione registrata durante la visita del 18 settembre.
Le aperture sono rese possibili dall’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, insieme alla collaborazione del Comune di Rieti. I visitatori potranno entrare nella chiesa e osservare gli interventi di recupero attualmente in corso.
Il recupero del complesso
L’Ospedale Vecchio era stato inserito nel progetto FAI Luoghi del Cuore in occasione del censimento nazionale del 2020, ottenendo 5.515 voti. Il risultato aveva evidenziato il legame tra la comunità reatina e il complesso, mantenendo alta l’attenzione sulla necessità di contrastare il degrado e valorizzare l’area. In seguito alle segnalazioni dei cittadini, la Regione Lazio ha promosso interventi sull’intero sito.
Nella chiesa di Sant’Antonio Abate sono già stati eseguiti lavori di pulizia della facciata, restauro del portale ligneo, sistemazione della pavimentazione e consolidamento degli interni. Gli interventi rappresentano un primo passo verso la restituzione del bene alla collettività, anche in vista della possibile integrazione del complesso nel polo universitario reatino de La Sapienza.
Modalità di accesso
Le visite si svolgeranno dalle 14.30 alle 17.30, con turni ogni trenta minuti e ultimo gruppo in partenza alle 17. Ogni appuntamento durerà circa mezz’ora e potrà accogliere un massimo di 10 persone. Non è richiesta la prenotazione. Il contributo è di 3 euro, mentre l’ingresso è gratuito per i bambini fino a 12 anni. Durante le aperture sarà possibile anche iscriversi al FAI o rinnovare la tessera.
Per ragioni di sicurezza è obbligatorio indossare scarpe chiuse, stabili e adatte al transito in un ambiente di cantiere, preferibilmente con suola antiscivolo. L’accesso all’edificio prevede il superamento di alcuni gradini. I minori potranno entrare soltanto sotto la costante sorveglianza di un adulto accompagnatore.
La capodelegazione FAI di Rieti, Stefania Santarelli, ha espresso soddisfazione per il recupero di un luogo considerato significativo per la città, ringraziando Soprintendenza e Comune per il lavoro svolto. La Delegazione ricorda inoltre la possibilità di sostenere il patrimonio culturale attraverso il censimento Luoghi del Cuore FAI 2026, che include le chiese di San Francesco e Santa Chiara a Rieti.