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Endrick, la notte della svolta: il Real ora ci crede

Dopo mesi difficili, Endrick è decisivo nella rimonta contro la Roma e ribadisce la volontà di conquistarsi spazio a Madrid.

Endrick, la notte della svolta: il Real ora ci crede

Ci sono partite che possono cambiare il destino di una stagione e, forse, anche la percezione che un allenatore ha di un giocatore. Per Endrick, la sfida contro la Roma potrebbe rappresentare proprio questo momento. Dopo appena quattro minuti disputati nella Liga dal rientro dall’infortunio, tra attese, panchine e occasioni ridotte al minimo, l’attaccante brasiliano si è preso la scena all’Olimpico, entrando nella ripresa e contribuendo in maniera decisiva alla rimonta del Real Madrid. Il suo colpo di testa, arrivato nonostante i soli 173 centimetri di altezza, ha dato nuova linfa ai Blancos e ha cambiato il finale della partita.

Una rete che il ventenne ha vissuto come qualcosa di speciale, legandola anche alla propria fede. “Ero in panchina a parlare con Dio e quando mi sono girato mi stavano chiamando per l’ingresso in campo”, ha raccontato al termine dell’incontro, vinto dagli spagnoli dopo essere stati sotto nel punteggio. La sorpresa per la chiamata di Mourinho si è trasformata rapidamente in un’occasione da sfruttare. “non pensavo sarei entrato così presto. Voglio aiutare la mia squadra e l’allenatore, per permettere al Real Madrid di vincere le partite”.

Dietro l’entusiasmo per il gol c’è però una questione più ampia: il futuro del brasiliano e il suo ruolo nel progetto madridista. Negli ultimi mesi si è parlato della possibilità di un trasferimento in prestito, con Roma e Milan indicate tra le società interessate a garantirgli maggiore spazio. Endrick, almeno per il momento, sembra intenzionato a giocarsi le proprie carte nella capitale spagnola, consapevole che la concorrenza è elevata e che nessuno può garantirgli un posto da titolare.

“Se non riuscirò ad aiutare il Real Madrid sarò il primo ad andarmene. Stare qui è difficile, ma lotterò ogni giorno per questo”. Una dichiarazione che esprime la volontà di non arrendersi, ma anche la consapevolezza delle difficoltà che comporta trovare spazio in una squadra ricca di campioni. Il gol contro la Roma potrebbe rappresentare un punto di partenza, non ancora una garanzia di continuità.

La gerarchia offensiva stabilita da Mourinho, infatti, non si modifica automaticamente dopo una singola prestazione. Il tecnico portoghese ha finora concesso poche opportunità al giovane attaccante, ma aveva già chiarito alla vigilia di voler puntare sulle sue qualità. La prestazione dell’Olimpico rafforza ora la convinzione che Endrick possa offrire un contributo importante, soprattutto quando la partita richiede freschezza, aggressività e capacità di attaccare gli spazi.

Il brasiliano, dal canto suo, non cerca scorciatoie e rimette il proprio futuro alle decisioni dell’allenatore. “Gli allenatori fanno ciò che è meglio per un giocatore e ciò che è meglio per la squadra. Io lavorerò ogni giorno per aiutare la squadra, è quello che farò per tutta la mia carriera”.

Anche Mourinho, dopo la rimonta, ha ribadito la propria fiducia nel talento del ragazzo, arrivato dal Palmeiras nel 2024 e reduce da un’esperienza in prestito al Lione nell’ultima stagione. Il tecnico aveva già escluso alla vigilia l’ipotesi di lasciarlo partire a gennaio e il contributo offerto contro la Roma rende ancora più comprensibile la sua posizione. “Su Endrick ne ho parlato ieri in conferenza: quando mi hanno chiesto se la Roma poteva prenderlo ho detto impossibile, perché conosco il talento e so che può dare”.

Adesso la sfida per Endrick sarà trasformare una notte memorabile in un percorso più continuo. Il gol dell’Olimpico gli ha restituito visibilità e fiducia, ma il vero salto di qualità arriverà soltanto con prestazioni ripetute e spazio conquistato sul campo. La porta del Real Madrid non è più lontana come sembrava: sta al giovane brasiliano dimostrare di poterla attraversare con regolarità.