“Siamo in presenza di un serial killer”. Parole dure quelle pronunciate dal procuratore generale durante il processo d’appello a Giandavide De Pau, accusato del triplice femminicidio avvenuto a Roma il 17 novembre 2022. La Corte d’Assise d’Appello ha confermato la condanna all’ergastolo, con tre anni di isolamento diurno.
Secondo l’accusa, dietro gli omicidi ci sarebbe stata una precisa pianificazione, accompagnata da un profondo disprezzo nei confronti delle donne. “Tutto è stato pianificato nei minimi dettagli”, ha sostenuto il procuratore generale, ribadendo la contestazione della premeditazione.
Le vittime sono Yang Yun Xia, 45 anni, e Li Yan Rong, 55, entrambe cittadine cinesi, uccise a coltellate in un appartamento di via Riboty. La terza vittima, Marta Castano Torres, cittadina colombiana di 65 anni, fu assassinata in un seminterrato di via Durazzo. Le due abitazioni distano circa seicento metri e, secondo la ricostruzione investigativa, De Pau avrebbe compiuto i tre delitti nell’arco di circa un’ora.
Tra gli elementi raccolti dagli inquirenti, anche due video registrati con il cellulare dell’imputato, della durata di 14 e 42 minuti, relativi ai primi due omicidi. Una perizia psichiatrica ha inoltre stabilito che De Pau era capace di intendere e di volere al momento dei fatti.
Soddisfazione è stata espressa dai legali delle parti civili dopo la lettura della sentenza. La difesa, invece, ha annunciato il ricorso in Cassazione.