La sicurezza torna al centro del confronto politico a Ferrara, dopo le dichiarazioni della segretaria comunale del Partito Democratico, Giada Zerbini. A replicare sono il consigliere comunale Andrea Ferrari e il parlamentare Mauro Malaguti, entrambi esponenti di Fratelli d’Italia, che respingono le critiche rivolte all’amministrazione comunale e attribuiscono una parte delle difficoltà alle politiche sull’immigrazione.
Malaguti interviene con toni polemici, sostenendo che Zerbini abbia finalmente riconosciuto l’esistenza di un problema legato alla sicurezza. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, il Partito Democratico avrebbe per anni considerato le preoccupazioni dei cittadini come semplici percezioni e ora starebbe cercando di attribuire la responsabilità della situazione alla Giunta comunale, invece di affrontarne le cause.
Il confronto su sicurezza e immigrazione
Una posizione condivisa da Ferrari, che chiede al Pd maggiore chiarezza sul rapporto tra sicurezza e immigrazione irregolare. Il consigliere precisa che il riferimento non riguarda gli stranieri in quanto tali, ma le situazioni di irregolarità, il mancato rispetto delle regole e i reati commessi da singoli individui. A suo giudizio, questi fenomeni dovrebbero essere affrontati senza pregiudizi ideologici e senza ricorrere a formule generiche.
Malaguti sottolinea invece la distinzione tra le competenze dello Stato e quelle dell’amministrazione locale. La sicurezza, afferma, sarebbe soprattutto una questione nazionale, mentre il Comune potrebbe intervenire sull’illuminazione dei quartieri, sul degrado urbano e sulle dotazioni della Polizia locale. Su questi aspetti, sostiene il parlamentare, la Giunta avrebbe già realizzato diversi interventi. Più limitati sarebbero invece i margini di azione dell’ente sulle cause dei reati.
Nel suo intervento Malaguti attribuisce parte delle responsabilità alle politiche migratorie, criticando quella che definisce una politica delle porte aperte. Cita quindi il dato secondo cui gli stranieri rappresenterebbero il 9,4% della popolazione italiana e il 31,4% della popolazione carceraria. Dal confronto tra queste percentuali ricava una maggiore propensione degli stranieri a delinquere, ma tale conclusione non può essere dedotta direttamente, perché i due dati si riferiscono a grandezze differenti. L’esponente di FdI richiama inoltre il ruolo della magistratura sui rimpatri e sui Centri di permanenza per i rimpatri, citando anche presunti certificati medici falsi.
Controlli e iniziative nella zona Gad
Ferrari rivendica le misure adottate dal Governo Meloni, tra cui il decreto Sicurezza del 2025 e gli interventi contro le occupazioni abusive. Sul piano locale cita l’attività delle forze dell’ordine nella zona Gad: tra il 1° giugno e il 23 settembre 2026 sarebbero stati controllati oltre 1.670 veicoli, identificate circa 2.760 persone, eseguiti sette arresti e denunciate più di trenta persone.
Secondo il consigliere, però, il tema non può essere affrontato soltanto attraverso i controlli. Ferrari indica il festival Gad al Parco Coletta, con spettacoli, concerti e laboratori, come un esempio di riappropriazione degli spazi pubblici da parte dei cittadini. Richiama inoltre il potenziamento della videosorveglianza e il progetto Ferrara vivibile e sicura, che comprende prevenzione sociale, riqualificazione urbana e iniziative di aggregazione.
Ferrari riconosce che la situazione non sarebbe completamente risolta, ma sostiene che minimizzare le preoccupazioni della popolazione o evitare alcuni temi per ragioni ideologiche non aiuterebbe la città. Da qui l’invito al Pd a confrontarsi sulle cause del fenomeno e a proporre soluzioni concrete. Malaguti conclude chiedendo alla segretaria Zerbini se sia davvero possibile attribuire il problema della sicurezza alla Giunta, invece di avanzare proposte alternative.