Piemonte

Cultura in Piemonte, Verzella chiede tempi certi per i contributi

Audizione del Comitato Emergenza: nel mirino bandi, liquidazioni e disparità tra aree

Tempi di erogazione dei contributi, accesso ai bandi e distribuzione territoriale delle risorse sono stati al centro dell’audizione del Comitato Emergenza Cultura Piemonte in VI Commissione del Consiglio regionale. All’incontro, presieduto da Alessandro Gaido, ha partecipato Emanuela Verzella, consigliera regionale del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione.

Nel corso dell’audizione sono state evidenziate le difficoltà affrontate da associazioni, fondazioni e imprese del settore, alle prese con ritardi nelle liquidazioni e procedure considerate complesse. Il Comitato ha segnalato il mancato saldo di contributi relativi al 2025 e, in alcuni casi, l’attesa di pagamenti riferiti addirittura al 2024, oltre alle incertezze sulle modalità di finanziamento per il 2026.

Ritardi e accesso ai bandi

Secondo Verzella, il riconoscimento del valore delle attività culturali deve essere accompagnato da meccanismi amministrativi più rapidi e prevedibili. Un contributo concesso ma liquidato dopo mesi, o persino anni, può infatti trasformarsi in un problema per gli enti che devono anticipare risorse spesso non disponibili. La situazione, ha sottolineato la consigliera, incide sulla programmazione, sulla continuità delle iniziative e sui lavoratori del comparto.

Tra le richieste emerse figura la definizione di un calendario attendibile per bandi e liquidazioni, insieme alla semplificazione delle procedure e a criteri di assegnazione più chiari. L’obiettivo è evitare che la complessità burocratica favorisca soltanto le organizzazioni più strutturate, penalizzando le realtà di dimensioni ridotte. Anche lo strumento Rafforza Cultura, pensato per agevolare l’accesso alla liquidità attraverso anticipazioni bancarie, dovrebbe essere verificato per valutarne il reale funzionamento.

La distribuzione sul territorio

Un ulteriore tema riguarda le differenze nell’accesso ai finanziamenti tra le diverse aree del Piemonte. Verzella ha richiamato la necessità di analizzare i dati dell’Osservatorio culturale regionale per comprendere quali territori riescano a intercettare maggiormente le risorse e quali incontrino invece ostacoli più significativi.

La riflessione riguarda in particolare le province più piccole, le aree montane e i territori periferici. La consigliera ha citato il Biellese, dove enti, associazioni e operatori portano avanti le proprie attività con risorse limitate e grazie anche al volontariato. Per Verzella, l’equità non consiste nell’assegnare a tutti le stesse somme, ma nel garantire condizioni effettive di accesso e opportunità di crescita, tenendo conto delle diverse fragilità territoriali.

Al termine dell’audizione, la consigliera ha indicato come priorità un confronto concreto con la Giunta regionale, procedure più semplici, strumenti di anticipazione funzionanti e un monitoraggio trasparente della distribuzione dei contributi. Il sostegno al settore, ha concluso, riguarda non soltanto le attività culturali, ma anche lavoro, coesione sociale, formazione e sviluppo dei territori.