Il Comune di Gaiarine riorganizza l’offerta scolastica per adeguare i servizi al calo demografico registrato negli ultimi anni. Il progetto, illustrato in consiglio comunale dal sindaco Diego Zanchetta e dall’assessore Valentina Pezzin, prevede l’accorpamento delle scuole primarie di Gaiarine e Francenigo nel plesso di Francenigo. La scuola secondaria di primo grado sarà invece trasferita nel capoluogo.
Il nuovo assetto riguarda anche il plesso di Calderano, oggi sede della secondaria. L’amministrazione comunale intende modificarne la destinazione d’uso per trasformarlo in una struttura residenziale rivolta a persone in situazione di fragilità e solitudine. L’ipotesi si inserisce nel più ampio ragionamento avviato dal Comune sui nuovi bisogni sociali della comunità.
Una riorganizzazione legata al calo demografico
Alla base della decisione c’è la necessità di rendere sostenibile la gestione dei servizi scolastici in un territorio che ha visto diminuire la popolazione. Negli ultimi anni il Comune ha realizzato investimenti negli edifici di Francenigo e Gaiarine, con interventi destinati a migliorare sicurezza, funzionalità ed efficienza energetica. La concentrazione delle attività scolastiche in questi due plessi, secondo l’amministrazione, consentirà di valorizzare le risorse già impiegate e di garantire condizioni adeguate agli studenti.
Il progetto, viene sottolineato, non nasce dall’obiettivo di svuotare le frazioni. La scelta di mantenere la primaria a Francenigo e la secondaria a Gaiarine dovrebbe assicurare una presenza scolastica significativa in entrambe le località, preservando il ruolo delle scuole come punti di riferimento per le comunità. Il sindaco Zanchetta ha definito il provvedimento una scelta difficile ma responsabile, motivata dalla necessità di offrire un servizio di qualità in una fase caratterizzata da cambiamenti demografici e organizzativi.
Il futuro del plesso di Calderano
La trasformazione dell’edificio di Calderano rappresenta l’elemento che ha accelerato il percorso. L’assessore Pezzin ha spiegato che la riflessione sull’organizzazione dei servizi scolastici era stata avviata da oltre un anno, anche attraverso il confronto con la scuola. Inizialmente l’amministrazione pensava a un intervento graduale, a partire dalle scuole dell’infanzia, ma l’opportunità legata al plesso e la disponibilità di un finanziamento hanno modificato i tempi del progetto.
Il Comune ha già avviato interlocuzioni con diverse figure professionali e ha presentato l’idea anche alla Regione. Restano da definire i passaggi necessari per la riconversione della struttura e per l’attuazione del nuovo assetto. L’amministrazione riconosce che la decisione può suscitare preoccupazioni e non essere condivisa da tutti, ma ritiene necessario intervenire per garantire servizi sostenibili e affrontare anche i temi dell’anzianità, della solitudine e della fragilità.