4.694 firme contro la realizzazione di un impianto di cremazione a Bolignano. È il risultato della raccolta promossa dal comitato Respiro Comune, che ieri pomeriggio ha consegnato il faldone all’ufficio Protocollo del Comune di Ancona. Le adesioni, tutte autenticate, saranno ora sottoposte al sindaco Daniele Silvetti.
La consegna arriva mentre resta aperta la discussione sul futuro del crematorio. L’amministrazione di Ancona guarda anche a Fano per individuare una possibile soluzione, mentre l’ipotesi di collocare l’impianto nell’area tra Candia e Aspio appare ormai accantonata. Tuttavia, in assenza di atti formali o di dichiarazioni ufficiali, i residenti delle frazioni interessate continuano a chiedere garanzie.
La richiesta di chiarezza
La coordinatrice del comitato ha accompagnato la consegna delle firme con una presa di posizione critica nei confronti dell’amministrazione comunale. Secondo Respiro Comune, la mobilitazione è stata condotta alla luce del sole e ha richiesto un impegno significativo da parte dei cittadini, mentre sarebbe mancata la necessaria trasparenza sulle decisioni relative all’impianto.
Nel mirino del gruppo ci sono anche i mesi precedenti, a partire dall’assemblea del 28 luglio all’Aspio. I cittadini sostengono di aver appreso dai giornali dell’intenzione di realizzare il crematorio a Bolignano e ritengono che soltanto un atto formale possa chiarire definitivamente il quadro e permettere loro di considerare superata l’incertezza.
Un risultato superiore alle attese
La raccolta ha superato quella realizzata dal comitato Aria Nostra di Tavernelle, che aveva raggiunto quasi 4.300 sottoscrizioni. Il nuovo dato rappresenta, secondo i promotori, un segnale rilevante del dissenso espresso da una parte della comunità anconetana rispetto all’ipotesi di insediare l’impianto a Bolignano.
Il comitato considera quindi la consegna un passaggio importante, ma non la conclusione della vicenda. La posizione dei cittadini resta legata alla pubblicazione di decisioni ufficiali da parte dell’amministrazione e all’esito del confronto sulle possibili alternative, compresa quella che guarda al territorio di Fano.