Oltre 75 partecipanti provenienti da tutta Italia e dalla Svizzera si sono incontrati a Verbania per il primo Forum dei Giardini Storici e degli Orti Botanici. L’appuntamento si è svolto il 9 e 10 ottobre tra Villa Giulia e i Giardini Botanici Villa Taranto, con l’obiettivo di mettere a confronto esperienze e competenze sulla gestione e sulla conservazione di luoghi di particolare valore botanico e paesaggistico.
Le due giornate hanno affrontato alcune delle principali difficoltà che interessano queste realtà: dagli effetti dei cambiamenti climatici alla diffusione dei parassiti, dalla formazione del personale alla sostenibilità economica. L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito di Artemisia, Arte e Giardini, e promossa dalla Fondazione Giardini Botanici Villa Taranto e da Ars.Uni.Vco, insieme alla Città di Verbania, all’Orto Botanico dell’Università di Pavia, a Upontourism e a Grandi Giardini Italiani.
Clima e tutela delle collezioni
Durante il Forum sono stati presentati 25 contributi di direttori, curatori, botanici, agronomi e tecnici. Uno dei temi centrali è stato l’impatto dei cambiamenti climatici, con siccità, fenomeni meteorologici estremi e diffusione di specie invasive sempre più rilevanti per la conservazione dei giardini storici.
Tra gli esempi discussi è stato citato il caso del Parco delle Terme di Levico, dove la tempesta Vaia del 2018 aveva abbattuto 216 alberi ad alto fusto. Il successivo intervento di ripristino ha portato alla piantumazione di 266 nuovi esemplari, tenendo conto delle condizioni climatiche mutate. Un ulteriore problema riguarda la presenza di insetti dannosi per il patrimonio vegetale, tra cui la Popillia japonica, ormai diffusa in diverse aree del Nord Italia.
Accessibilità, competenze e risorse
Il rapporto tra giardini e territorio è stato analizzato anche attraverso la situazione dei Giardini Botanici Villa Taranto. La posizione tra il lago e la città non coincide infatti necessariamente con collegamenti pedonali e di trasporto pubblico adeguati. Xenia Abramovich, architetta paesaggista e dottoranda alla Aalto University, ha osservato che la centralità geografica non corrisponde sempre a quella relazionale.
Un altro punto emerso riguarda la necessità di investire nella formazione di figure specializzate. La gestione di un giardino storico richiede competenze che spaziano dalla botanica all’agronomia, dalla conservazione delle collezioni all’amministrazione e alla comunicazione. Resta inoltre aperta la questione delle risorse economiche: manutenzione e conservazione comportano costi elevati, non sempre compensati dagli ingressi dei visitatori.
In questo contesto è stato richiamato l’esempio di Villa Reale di Marlia, dove l’aumento dei visitatori non ha consentito di coprire completamente le spese di apertura. Il risultato principale dell’incontro è stato quindi l’avvio di una rete di collaborazione tra le realtà partecipanti, con l’intenzione di mantenere un confronto stabile sulle problematiche comuni e sulle possibili soluzioni.
I contributi presentati saranno raccolti in un volume pubblicato da Unicopli, così da rendere disponibili gli approfondimenti anche alle strutture che non hanno partecipato. È stata inoltre annunciata la seconda edizione del Forum, in programma l’8 e 9 ottobre 2027 a Verbania. I temi saranno definiti dal Comitato scientifico sulla base delle questioni emerse e delle indicazioni raccolte tra i partecipanti.