La Spezia (SP)

La Spezia riscopre Sauro Cavallini con sei opere in bronzo

Fino al 30 novembre, Piazza Europa ospita lavori provenienti dal patrimonio del Centro Studi, tra mito, fratellanza e rinascita.

Sei monumentali opere in bronzo di Sauro Cavallini sono esposte nel cuore della città della Spezia fino al 30 novembre. L’iniziativa, intitolata Inno alla vita, porta in Piazza Europa alcune delle sculture appartenenti al patrimonio del Centro Studi dedicato all’artista e ricompone il legame tra Cavallini e la sua città natale.

Il percorso comprende Amore Universo, Balletto Multiplo, Centauro, Icaro e due versioni dei Titani, realizzate tra il 1967 e il 1984. Le opere sono state collocate in diversi punti dell’area urbana: i due Titani sorvegliano il Palazzo Civico, mentre le altre sculture propongono un itinerario tra figure ispirate al mito, alla danza, alla libertà e alla relazione tra gli esseri umani.

Il ritorno dell’artista nella sua città

La mostra è promossa dal Centro Studi Sauro Cavallini, dall’associazione Sixteen Art & More e dal Comune della Spezia, nel decimo anniversario della scomparsa dello scultore. Nato alla Spezia, Cavallini si trasferì a Firenze, dove sviluppò gran parte della sua carriera, senza interrompere il rapporto con la Liguria e con la città d’origine.

Il sindaco Pierluigi Peracchini ha definito l’iniziativa un riconoscimento dovuto alla profondità delle opere e ai valori che esprimono. Secondo il primo cittadino, le sculture richiamano amore, pace, libertà e passione, temi considerati particolarmente attuali in un periodo segnato da guerre e tensioni.

Per la curatrice Tania Calenda, l’esposizione rappresenta il ritorno di un artista nella città che ha continuato a portare nel cuore. Il progetto si collega idealmente a una precedente esposizione dedicata alle opere nate dall’esperienza dell’internamento vissuta da Cavallini durante la guerra: se quelle sculture richiamavano dolore e memoria, Inno alla vita mette al centro la rinascita e la trasformazione della sofferenza in speranza.

Le opere e il legame con la Spezia

Il rapporto personale tra Cavallini e la città è stato ricordato anche dalla figlia dello scultore, che ha raccontato come il padre, pur vivendo a Firenze, si sia sempre sentito profondamente spezzino. La famiglia ha sottolineato il valore emotivo del ritorno delle opere nella città natale dell’artista.

Teo Cavallini, presidente del Centro Studi, ha ringraziato l’amministrazione comunale e spiegato che l’esposizione rappresenta per la famiglia la realizzazione di un desiderio coltivato a lungo. La disposizione delle sculture è stata pensata come un ideale abbraccio tra l’artista e la sua città. Ha inoltre annunciato la volontà della famiglia di donare in futuro un’opera alla Spezia.

Le sculture esposte sintetizzano la poetica di Cavallini attraverso forme slanciate e tese verso l’alto. In Amore Universo l’abbraccio diventa una metafora della fratellanza tra i popoli; Balletto Multiplo richiama la condivisione e la gioia del movimento collettivo; Icaro interpreta il mito come ricerca della libertà, mentre Centauro mette in dialogo istinto e ragione. I Titani, infine, dominano lo spazio di Piazza Europa come presenze monumentali e silenziose.