Roma (RM)

Un tutor per il reinserimento dopo l’esecuzione penale

A Roma presentati i primi risultati del piano dedicato alle persone in condizione di fragilità

Il programma Una Giustizia inclusiva punta a sostenere il reinserimento lavorativo e l’inclusione sociale delle persone che stanno affrontando un percorso di esecuzione penale. I primi risultati del piano nazionale sono stati presentati a Palazzo Madama, a Roma, durante l’incontro dedicato al nuovo modello italiano per l’esecuzione penale.

Il sostegno dopo il percorso penale

A illustrare gli obiettivi dell’iniziativa è stato Romolo De Camillis, direttore generale dello sviluppo sociale e degli aiuti alle povertà del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Secondo De Camillis, il programma intende offrire opportunità alle persone che si trovano in una condizione di particolare fragilità, accompagnandole nel passaggio verso una nuova fase della loro vita.

L’intervento del ministero si inserisce in un programma nazionale nel quale il ministero della Giustizia opera da anni come organismo intermedio. In questo quadro, ha spiegato il dirigente, vengono sviluppate azioni specifiche rivolte a chi esce da un percorso di esecuzione penale e necessita di supporto per rientrare nel mondo del lavoro e recuperare un ruolo nel proprio contesto sociale.

La figura del tutor per l’autonomia

Uno degli strumenti indicati nel progetto è il tutor per l’autonomia. La figura, secondo quanto riferito da De Camillis, dovrebbe mettere a disposizione strumenti e opportunità per aiutare le persone a superare una condizione di marginalità. L’obiettivo dichiarato è favorire il recupero di una piena autonomia e di una partecipazione più stabile alla vita della comunità.

L’iniziativa è stata discussa il 13 ottobre 2026 nell’evento Una Giustizia più inclusiva. Il nuovo modello italiano per l’esecuzione penale, organizzato su iniziativa della senatrice e avvocata Erika Stefani, sottosegretario alla Giustizia. L’appuntamento ha rappresentato l’occasione per presentare i primi risultati del piano nazionale e per ribadire il collegamento tra accompagnamento sociale, accesso al lavoro e conclusione del percorso penale.

Nel suo intervento, De Camillis ha descritto il reinserimento come un percorso che riguarda non soltanto l’uscita dall’esecuzione penale, ma anche la possibilità di recuperare autonomia e un ruolo nella società. Le dichiarazioni si concentrano quindi sul sostegno individuale e sulle misure di inclusione previste dal programma, senza fornire ulteriori dettagli numerici sui risultati già raggiunti.