Lombardia

Maltempo, oltre 70 milioni di danni nel Bergamasco nel 2026

Quattro giornate di nubifragi e grandinate hanno concentrato la parte più pesante delle richieste inviate alla Protezione civile lombarda.

Il maltempo ha provocato oltre 70 milioni di euro di danni nel territorio bergamasco nei primi nove mesi del 2026. La stima emerge dalle schede di risarcimento inviate all’assessorato regionale alla Protezione civile, che ha raccolto finora le segnalazioni degli enti pubblici. All’appello manca ancora una parte dei danni subiti da privati e aziende.

La quota più consistente si concentra in quattro giornate tra il 20 e il 29 agosto, quando piogge intense, frane, vento e grandinate hanno causato danni per circa 50 milioni di euro. Prima dell’estate, invece, le richieste erano rimaste poco sotto gli otto milioni, distribuite in quattordici giornate problematiche.

Dalle piogge primaverili alle tempeste estive

Le prime segnalazioni risalgono al 15 gennaio, con 150 mila euro per la caduta di massi lungo la provinciale ad Ardesio. A fine gennaio le piogge hanno provocato danni per 186.950 euro, seguite da altri episodi il 7 febbraio e a marzo. L’11 marzo sono stati richiesti 900 mila euro, mentre il 16 marzo i danni hanno raggiunto 403 mila euro, anche per le conseguenze sulla manifestazione del Ducato di piazza Pontida e sulla sfilata di Mezza Quaresima.

L’11 maggio temporali, vento fino a 60 chilometri orari, 50 millimetri di pioggia e migliaia di fulmini hanno colpito soprattutto la Val Seriana, con danni da grandine quantificati in 338.190 euro. A giugno la situazione è peggiorata: il 2 del mese si sono contati 23 interventi dei vigili del fuoco e 60 mila euro di danni, mentre quattro giorni dopo gli interventi sono stati 26, tra allagamenti e alberi caduti, per un milione e 583 mila euro.

Una supercella temporalesca ha poi scaricato in circa 20 minuti precipitazioni con intensità fino a 166 millimetri orari e raffiche a 64,4 chilometri orari. A Calcio la grandine ha aperto squarci nel tetto della scuola elementare; a Romano il vento ha divelto il tetto dei campi da tennis e alcuni pannelli solari della scuola Rubini. Il primo luglio frane, smottamenti, blackout e problemi alla viabilità hanno prodotto danni per 2.325.500 euro, con l’episodio più grave a Isola di Fondra. Il totale dei primi sette mesi è arrivato così a 7.990.085 euro.

Il bilancio di agosto

Agosto 2026 è stato il mese più pesante, con danni complessivi per 54.433.703 euro. Di questa somma, 43.688.703 euro riguardano 48 enti pubblici e 10.745.000 euro cittadini e aziende. Le richieste sono confluite nella procedura per lo stato di emergenza nazionale.

Il 7 agosto una tromba d’aria ha colpito la Bassa, tra Arzago e Casirate, causando oltre un milione di euro di danni. Il 12 agosto un nubifragio in Val Seriana ha provocato una colata di fango a Parre, con danni stimati in 500 mila euro. Il passaggio più drammatico è arrivato il 20 e 21 agosto: in Val Brembana sono caduti oltre 190-200 millimetri di pioggia, mentre le intensità hanno raggiunto 209 millimetri orari al Passo San Marco e 244 ad Albino. Cinque paesi sono rimasti isolati e si sono contati 350 sfollati, compresi i 250 ospiti evacuati da un campeggio a Isola di Fondra. I danni del 20 agosto hanno superato i 27 milioni di euro, quelli del giorno successivo hanno raggiunto 6.287.000 euro.

All’alba del 28 agosto una grandinata ha colpito la pianura, danneggiando scuole, edifici pubblici, abitazioni e automobili. A Calcio sono stati perforati circa mille metri quadrati del tetto delle elementari, mentre altre strutture hanno riportato danni a coppi e lucernari. In un’azienda agricola la grandine ha sfondato le stalle provocando la morte degli animali. Per quella giornata sono state presentate richieste per 7.255.585 euro da parte di enti pubblici e per 110.600 euro da aziende e cittadini.

Secondo la Coldiretti, i danni segnalati dalle aziende agricole bergamasche per i nubifragi dell’estate ammontano a 10 milioni di euro. Il presidente Gabriele Borella ha precisato che la cifra riguarda i soli danni diretti da maltempo. A questi si aggiungono gli effetti del caldo, che avrebbe fatto perdere il 25% della produzione di foraggi e cereali. Vendemmia e produzione di olio, invece, hanno mantenuto livelli positivi per quantità e qualità.