Promuovere la cultura della mediazione familiare e favorire un confronto tra competenze giuridiche, psicologiche e sociali. È l’obiettivo del convegno La mediazione familiare tra conflittualità esasperata e reato penale, in programma venerdì 16 ottobre alle 15 nell’Auditorium Terzani della Biblioteca San Giorgio di Pistoia. L’incontro è aperto alla partecipazione di tutti e l’ingresso è libero.
Un percorso ancora da strutturare
L’iniziativa è promossa dall’Associazione Anna Maria Marino Aps in compartecipazione con il Comune di Pistoia. Nel territorio pistoiese, a differenza di realtà vicine come Prato e Firenze, non esiste ancora un servizio strutturato di mediazione familiare all’interno dell’organismo di conciliazione forense. A evidenziare questa carenza è l’avvocata e mediatrice Chiara Mazzeo, secondo cui il vuoto dovrebbe essere colmato attraverso una collaborazione stabile tra gli operatori dei diversi ambiti.
La proposta al centro del convegno è infatti un modello interdisciplinare, nel quale chi si occupa degli aspetti legali possa lavorare insieme a chi segue le relazioni familiari. L’obiettivo è accompagnare le persone nei conflitti tra coniugi o tra genitori e figli, evitando che ogni contrapposizione sfoci necessariamente in un procedimento giudiziario e facendo in modo che gli accordi raggiunti non vengano vanificati.
Il confine con la violenza
La giudice penale del Tribunale di Pistoia Jacqueline Magi, che modererà l’incontro, sottolinea l’importanza di intervenire prima della denuncia e dell’avvio di un processo. Il procedimento penale può portare alla condanna di una persona, ma non sempre affronta le cause profonde della crisi. La mediazione, tuttavia, non può essere applicata indistintamente: riguarda le situazioni di conflittualità esasperata in assenza di violenza domestica. Quando sono presenti maltrattamenti o altri episodi di violenza, il ricorso alla mediazione è vietato e occorrono interventi di protezione e tutela.
Un’attenzione specifica sarà riservata ai minori. Chiara Pierotti, dirigente del Servizio Personale e Politiche di Inclusione del Comune di Pistoia, evidenzia il rischio che la crisi di coppia finisca per oscurare i figli. Anche dopo la fine del rapporto tra i genitori, il ruolo genitoriale deve rimanere garantito: un percorso guidato può aiutare a superare la logica della contrapposizione e a mettere al centro il benessere del minore.
Per l’assessore alle politiche di inclusione sociale Sandro Giannessi, la mediazione può funzionare come un ammortizzatore sociale, contribuendo a gestire una crisi capace di produrre conseguenze sull’intera comunità. Il Comune considera la compartecipazione al convegno un primo passo per diffondere questo approccio sul territorio. Nel corso dell’appuntamento interverranno, tra gli altri, il presidente del Tribunale Stefano Billet, la giudice India Baldi, gli psicoterapeuti Luca Pappalardo e Roberta Balzano e l’avvocata Caterina Amadori. L’incontro prevede anche formazione accreditata per gli operatori.