La provincia di Ascoli Piceno migliora nella graduatoria nazionale sulla criminalità, pur mantenendo alcune aree di attenzione. È quanto emerge dall’edizione 2026 dell’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, elaborato sulla base dei dati del ministero dell’Interno relativi ai delitti denunciati nel corso del 2025.
Il territorio piceno si colloca all’82esimo posto su 106 province, con 5.479 denunce complessive e un’incidenza di 2.736,7 reati ogni 100mila abitanti. Rispetto all’anno precedente si contano 297 denunce in meno e la provincia guadagna nove posizioni rispetto al 73esimo posto occupato nella precedente edizione della classifica.
Furti e danneggiamenti restano i reati più frequenti
Il fenomeno più diffuso continua a essere quello dei furti, con 1.631 episodi denunciati nell’arco dell’anno. Seguono i danneggiamenti, arrivati a quota 899, e le truffe e frodi informatiche, che hanno raggiunto 873 casi. Proprio i raggiri online e quelli telefonici rappresentano uno dei principali ambiti da monitorare, soprattutto per la tutela delle persone anziane e più vulnerabili.
Nel dettaglio, risultano 208 denunce per minacce, 204 per lesioni dolose e 84 episodi legati agli stupefacenti. Le estorsioni sono state 20, mentre rapine e violenze sessuali si sono fermate entrambe a quota 18. Tra i reati contro la persona figurano inoltre due omicidi volontari; non risultano invece tentati omicidi.
Il confronto con il quadro nazionale
La diminuzione complessiva è evidente anche nel confronto con il 2024, quando nel Piceno erano stati registrati 5.776 delitti. Il calo, tuttavia, non è uniforme tra le diverse categorie. I reati contro il patrimonio restano la parte più consistente delle segnalazioni: furti e danneggiamenti, insieme, superano i 2.500 episodi.
A livello italiano, nel 2025 i delitti denunciati sono scesi a circa 2,36 milioni, con una riduzione dell’1,8% rispetto all’anno precedente. I furti hanno registrato un calo del 5,9%, mentre truffe e frodi informatiche sono aumentate del 4,4%, arrivando a quasi 299mila casi. Il dato conferma la crescente rilevanza della criminalità digitale accanto alle forme più tradizionali.
Il report prende in esame anche la provenienza delle persone segnalate alle forze dell’ordine. Nel Piceno, i cittadini stranieri rappresentano il 29,7% delle persone denunciate o arrestate, mentre oltre sette su dieci risultano italiani. Si tratta di segnalazioni di polizia e non di condanne definitive, una distinzione necessaria per interpretare correttamente le cifre.
Con un’incidenza di 2.736,7 denunce ogni 100mila abitanti, il territorio ascolano resta nella parte bassa della graduatoria nazionale. Tra le province marchigiane fanno meglio Macerata, al 97esimo posto, e Pesaro-Urbino, al 94esimo. Ancona è all’85esimo, mentre Fermo occupa il 70esimo posto. La fotografia complessiva indica quindi una riduzione dei reati denunciati, ma anche la necessità di mantenere alta l’attenzione su furti, danneggiamenti e frodi digitali.