Liguria

Suicidio assistito, terzo caso in Liguria: confronto aperto

Paolo Becchi critica l’urgenza di una norma dopo l’ultimo episodio e richiama le condizioni degli anziani nelle RSA.

In Liguria si è verificato nei giorni scorsi il terzo caso di suicidio medicalmente assistito. L’episodio riapre il confronto sulla necessità di una disciplina regionale o nazionale, mentre nella regione è in discussione una proposta di legge sul tema.

A intervenire è il professor genovese Paolo Becchi, che si dice vicino alla posizione del governatore ligure Marco Bucci. Il presidente della Regione, secondo quanto riportato, non sarebbe convinto dell’opportunità di procedere con una legge regionale e preferirebbe attendere un intervento nazionale.

Il confronto sulla legge

La riflessione di Becchi parte dal dato dei tre casi registrati in Liguria. Il docente contesta l’idea che l’assenza di una nuova norma regionale possa ostacolare il diritto dei pazienti, richiamando il riconoscimento dell’autodeterminazione stabilito dalla Corte costituzionale.

La domanda posta dal professore riguarda quindi la funzione concreta di una legge: se il suicidio medicalmente assistito è già stato praticato nella regione, sostiene Becchi, occorre chiedersi quale sia la necessità di una disciplina regionale o nazionale. La sua posizione non mette in discussione il tema del diritto all’autodeterminazione, ma solleva interrogativi sul modo in cui viene garantito e sulle priorità dell’assistenza.

Il richiamo alle RSA

Nel suo intervento, Becchi estende il ragionamento agli anziani ospitati nelle RSA. Il professore chiede se la stessa attenzione riservata all’autodeterminazione dei tre malati coinvolti nei casi di suicidio assistito sia assicurata anche alle centinaia, o forse migliaia, di persone anziane che vorrebbero continuare a vivere in condizioni dignitose.

Il riferimento introduce nel dibattito il tema della qualità della vita e dell’assistenza nelle strutture residenziali, accanto a quello della libertà di scelta dei pazienti. Si tratta di una questione distinta, ma collegata alla discussione sulle garanzie che il sistema sanitario e sociale deve assicurare alle persone fragili.

La proposta di legge ligure, al centro del confronto politico, torna intanto in commissione. Il percorso regionale resta dunque aperto, in attesa di capire se prevarrà la scelta di intervenire con una norma della Liguria oppure quella di attendere una legge nazionale, come auspicato da Bucci e sostenuto da Becchi.