Si è svolta oggi, in IV Commissione, l’audizione della Federazione Cure Palliative e delle associazioni aderenti per esaminare le criticità della rete piemontese dedicata all’assistenza dei pazienti nella fase avanzata della malattia. Al termine dell’incontro, la presidente del gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero, il vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle e la consigliera regionale Monica Canalis hanno chiesto un intervento urgente della Regione.
Secondo quanto riferito dagli esponenti dem, il sistema accompagna ogni anno migliaia di persone e le loro famiglie, garantendo assistenza e sostegno nei momenti più delicati del percorso clinico. Il rischio segnalato è che la rete venga indebolita da una disponibilità insufficiente di strutture e da risorse economiche non più adeguate ai costi attuali.
Posti letto sotto il fabbisogno
Uno dei nodi principali riguarda gli hospice. In Piemonte sono presenti 20 strutture, per un totale di 251 posti letto. I parametri nazionali indicano una dotazione compresa tra 8 e 10 posti ogni 100 mila abitanti adulti. La disponibilità attuale, sostengono Pentenero, Valle e Canalis, consente di raggiungere gli standard minimi previsti dai Livelli essenziali di assistenza soltanto considerando il fabbisogno dei pazienti oncologici.
Le cure palliative, però, sono rivolte anche a persone affette da patologie neurologiche, cardiologiche, respiratorie e degenerative. L’incremento della dotazione previsto dalla programmazione regionale non sarebbe stato realizzato e ciò avrebbe contribuito alla formazione di liste d’attesa, con ritardi nell’accesso all’assistenza e ulteriori difficoltà per i pazienti e per i familiari.
Rette ferme da oltre venticinque anni
Alla carenza di posti letto si aggiunge il tema delle risorse destinate agli hospice. Le rette riconosciute dalla Regione, secondo la denuncia del Pd, sono ferme al 2001 e derivano dalla conversione in euro delle vecchie 500 mila lire definite tra il 1998 e il 1999. Da allora non sarebbe stato introdotto un adeguamento capace di tenere conto dell’aumento dei costi del personale, delle utenze, dei dispositivi sanitari e dei servizi necessari.
I consiglieri regionali chiedono quindi alla Giunta di aprire un confronto con gli enti che operano nel settore, aggiornare le rette, aumentare i posti disponibili e rafforzare la rete territoriale. Canalis ha richiamato anche la sentenza 135/2024 della Corte costituzionale e la legge 38/2010, sottolineando il legame tra il diritto alle cure palliative e il dibattito sul fine vita.
La consigliera ha inoltre sollecitato l’assessore Riboldi ad adeguare rapidamente le misure e ad accreditare tutti i soggetti gestori: al momento, ha riferito, risultano accreditati soltanto sei hospice. L’obiettivo indicato è garantire l’accesso alle cure a tutte le persone che ne hanno bisogno e assicurare il rispetto degli obblighi previsti dai Lea.