Sant’Ambrogio saluta gli Alpini, il testimone passa a San Bonifacio

Corteo, attività per studenti e un nuovo monumento chiudono la tre giorni in Valpolicella.

Sant’Ambrogio di Valpolicella ha chiuso domenica 11 ottobre la tre giorni organizzata per celebrare il 154esimo anniversario dalla fondazione delle truppe Alpine. La manifestazione ha riunito nel centro del paese gruppi alpini, volontari della Protezione civile, autorità e cittadini, con una partecipazione arrivata da numerosi comuni del Veronese.

Il momento conclusivo è stato segnato dalla sfilata nelle vie del centro. Il corteo è partito da piazza Vittorio Emanuele II, ha raggiunto il monumento ai Caduti di via Marconi e si è concluso nel parco di Villa Bassani, dove si sono svolti gli interventi delle autorità civili e militari. Presenti anche i gagliardetti dei gruppi alpini, i giovani dei campi scuola dell’Ana Verona e rappresentanti della Regione, della Provincia e di diversi comuni del territorio.

Al termine della cerimonia, il sindaco Roberto Albino Zorzi ha passato il testimone a Fabio Corso, capogruppo degli alpini di San Bonifacio. Sarà infatti San Bonifacio a ospitare nell’ottobre del 2027 le celebrazioni per il 155esimo anniversario. Il passaggio ha concluso ufficialmente l’appuntamento in Valpolicella e aperto il percorso verso la prossima edizione.

Il ruolo del volontariato

Nel corso degli interventi, il presidente dell’Ana Verona Maurizio Trevisan ha illustrato l’impegno svolto dall’associazione. Nel 2025, a livello nazionale, gli alpini hanno messo a disposizione 2 milioni e 594 mila ore di volontariato e raccolto e devoluto 6 milioni e 496 mila euro. Nel Veronese, le ore di volontariato sono state 169.678, mentre i 186 gruppi della sezione provinciale hanno raccolto e donato alla collettività 339.838,5 euro.

Trevisan ha sottolineato il valore delle sedi e delle baite, descritte come luoghi di incontro e coesione sociale, capaci di mantenere aperto il dialogo tra generazioni. L’attività dei gruppi, ha spiegato, rappresenta la base dell’associazione e un punto di riferimento per le comunità in cui opera.

La cittadella e il nuovo monumento

I festeggiamenti erano iniziati venerdì con le visite delle scuole del territorio alla Cittadella alpina allestita nel parco di Villa Brenzoni Bassani. Sono stati 1.100 gli alunni, dalla scuola dell’infanzia alle medie, coinvolti nelle attività organizzate dai nuclei della Protezione civile, tra antincendio boschivo, unità cinofile e salvamento in acqua.

Nel corso della manifestazione sono stati inoltre venduti i primi Pandori degli alpini della stagione, destinati a iniziative solidali. Al termine della tre giorni, il parco di Villa Bassani ha accolto anche il monumento Alpino che tende la mano, realizzato dal professor Dario Marconi su un bozzetto del maestro Milo Manara. L’opera raffigura un alpino impegnato in una scalata, con una mano tesa verso il basso come simbolo di sostegno e disponibilità verso chi si trova in difficoltà.

Per gli alpini veronesi, i prossimi appuntamenti riguardano i campionati nazionali Ana di tiro a segno, in programma al poligono di via Magellano a Verona, con circa 200 iscritti, e la scelta della città che ospiterà nel 2028 la 99esima Adunata nazionale. La candidatura di Verona è in competizione con quella di Matera: il consiglio nazionale voterà a maggioranza sabato 7 novembre.