Sono stati proclamati domenica 11 ottobre, nell’ambito del festival Ottobre Alessandrino, i vincitori della 42ª edizione del Premio Adelio Ferrero, dedicato alla critica cinematografica, alla saggistica e alla videosaggistica.
I vincitori del Premio Adelio Ferrero
Il riconoscimento ha premiato autori e autrici che si sono distinti per la qualità e l’originalità dei loro lavori, con proposte dedicate a film, registi e linguaggi del cinema.
Nella sezione recensioni, il primo premio è andato a Nausicaa Fermi, di Fiorenzuola d’Arda, per Il passato sotto copertura. O Agente Secreto (2025) di Kleber Mendonça Filho. Secondo classificato Gabriele Corna, di Terrazza Piemonte, con L’anima fuori fuoco. Su Lo straniero (L’étranger, 2025) di François Ozon.
La giuria ha inoltre assegnato segnalazioni di qualità a Giulio Cavatorta, per Buongiorno di Yasujirō Ozu, a Marta Gervasio per Bastardi senza gloria: Il cinema che incendia la Storia, a Giorgio Criveller per Killers of the Flower Moon, il cuore americano e a Ruben Pernicano per Marty Supreme: più che un punto, un puntiglio.
Per la sezione saggi, il primo premio è stato assegnato a Giulio Cavatorta, di Parma, per Dove eravamo rimasti? La separazione compiuta in Portobello di M. Bellocchio. Al secondo posto Chiara Martirani, di Napoli, con Spigolare la realtà. Il vademecum di resistenza di Agnès Varda. Le segnalazioni di qualità sono andate a Giorgio Spinelli, Giuseppe Fiorenza, Lorenzo Di Paola e Jating Garg, autori di elaborati dedicati, tra gli altri temi, alla rappresentazione della mascolinità in Grease, al western e al cinema di Christopher Nolan.
La giuria ha anche segnalato altri undici autori e autrici, riconoscendo il livello di elaborazione critica dei loro lavori, pur non rientrati tra i vincitori e le segnalazioni di qualità.
Ampia anche la partecipazione internazionale nella sezione videosaggi. Il primo premio è andato a Margherita Monaco, italiana, per The Screen as Threshold: The Cinematic Experience as Passage. Secondo classificato l’americano Ben Creech con No Time to Think: Bob Dylan as Filmmaker.
Sono state assegnate menzioni d’onore a otto opere provenienti da diversi Paesi, tra cui Canada, Regno Unito, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Giappone. I lavori affrontano temi che spaziano dal rapporto con la casa ai suoni della risata, dal cinema e il trauma alle rappresentazioni dell’horror.