La Procura di Arezzo ha coordinato le indagini che hanno portato all’arresto di Maria Ricci, 59 anni, ritenuta gravemente indiziata dell’omicidio preterintenzionale aggravato del marito Giancarlo Bernardini, 70 anni. La donna è stata raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Arezzo, Giulia Soldini.
Il fatto risale alla tarda mattinata del 18 settembre, nella casa dei coniugi in località Pian del Ponte, nel Casentino. Secondo la ricostruzione degli investigatori, durante una discussione scoppiata in cucina, Ricci avrebbe impugnato un coltello di grandi dimensioni, simile a un pugnale, e avrebbe colpito il marito alla gamba sinistra, appena sotto il ginocchio.
La ferita e i soccorsi
Il fendente avrebbe provocato una profonda lesione arteriosa, causando una copiosa emorragia e il successivo choc emorragico. Bernardini è stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Donato di Arezzo, dove i medici hanno tentato di salvarlo con un intervento chirurgico. L’uomo è però morto nella stessa giornata a causa delle complicazioni e della sofferenza pluriorganica.
La contestazione dell’omicidio preterintenzionale si fonda, secondo quanto emerso, anche sulla dinamica dell’episodio: sarebbe stato inferto un solo colpo e la donna avrebbe chiamato immediatamente i soccorsi, tentando di assistere il marito e apparendo in stato di panico ai sanitari intervenuti. Saranno comunque gli sviluppi dell’inchiesta e il procedimento giudiziario a definire responsabilità e ricostruzione definitiva dei fatti.
Gli accertamenti dei carabinieri
Fin dai primi interrogatori, le versioni fornite dalla 59enne avrebbero presentato elementi di contraddizione. La donna è stata ascoltata dagli investigatori e successivamente interrogata dal pubblico ministero alla presenza dei propri legali, dopo l’iscrizione nel registro degli indagati.
Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Compagnia e del Nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale di Arezzo, con il contributo degli specialisti della sezione investigazioni scientifiche di Firenze. Testimonianze e accertamenti tecnici avrebbero consentito di ricostruire la dinamica dell’aggressione.
Durante il sopralluogo nell’abitazione è stato sequestrato il pugnale utilizzato per il colpo, abitualmente impiegato per la caccia. Dopo la raccolta degli elementi ritenuti rilevanti e la valutazione delle esigenze cautelari, la donna è stata trasferita nella casa circondariale di Firenze-Sollicciano.