Toscana

Carovita, a Siena rincari annui da 730 euro per famiglia

Federconsumatori denuncia l’impatto di ortofrutta, trasporti e costi agricoli sul bilancio domestico.

La provincia di Siena si colloca al terzo posto in Toscana nella graduatoria del carovita elaborata dall’Osservatorio nazionale di Federconsumatori, con i dati regionali curati dalla sezione toscana dell’associazione. L’impatto medio stimato è di 730 euro all’anno per famiglia, una cifra che riflette l’aumento dei costi legati soprattutto alla spesa alimentare e alle attività agricole.

La classifica è guidata da Firenze, con rincari medi pari a 778 euro annui, seguita da Lucca con 740 euro. Dopo Siena si trovano Pisa, Livorno, Arezzo, Prato, Massa Carrara e Pistoia. Chiude la graduatoria Grosseto, con un incremento medio di 670 euro per nucleo familiare. L’indagine arriva a pochi giorni dai dati che avevano indicato Siena al terzo posto regionale anche per il costo medio delle bollette previsto nel periodo autunno-inverno.

Il peso della spesa alimentare

Secondo Federconsumatori, nella provincia senese incidono in particolare la ridotta filiera corta e il costo dell’energia necessaria alle attività agricole. A livello regionale, l’associazione segnala che nell’ultimo anno i prezzi dell’ortofrutta sono aumentati del 12 per cento. Incrementi rilevanti hanno riguardato anche carne e uova, mentre il prezzo dei pomodorini sarebbe cresciuto di oltre il 50 per cento.

Tra le cause indicate figurano la forte dipendenza dal trasporto delle merci su gomma, esposto ai rincari dei carburanti, e le difficoltà che interessano i campi toscani. Le ondate di calore anomale e la carenza d’acqua stanno riducendo le rese agricole e aumentando la pressione sui produttori, con effetti che si riflettono poi sui prezzi pagati dai consumatori.

La richiesta alle istituzioni

La presidente di Federconsumatori Toscana, Laura Grandi, definisce la situazione un’emergenza sociale ed economica e critica la risposta della politica nazionale e regionale. L’associazione chiede interventi per sostenere il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati, a partire da una riduzione strutturale delle accise sui carburanti e da una revisione dell’Iva sui beni di prima necessità.

Secondo l’organizzazione, quest’ultima misura potrebbe garantire un risparmio superiore a 600 euro all’anno per famiglia. Le stime diffuse nel report descrivono quindi un quadro in cui l’aumento dei costi energetici, logistici e agricoli contribuisce a rendere più pesante il bilancio delle famiglie toscane, con Siena tra le province maggiormente interessate.