Laveno Mombello (VA)

A Laveno l’immaginazione al centro dell’incontro con Stefano Laffi

Il sociologo ha parlato di futuro, giovani, carcere e coraggio di improvvisare

Stefano Laffi, sociologo, autore e ricercatore, è stato protagonista a Laveno Mombello di un incontro del Festival della Biblioterapia. La serata, svolta sabato 10 ottobre, ha posto al centro il ruolo dell’immaginazione come strumento per affrontare i cambiamenti, superare i vincoli e progettare possibilità diverse.

Guardare oltre il passato

Nel corso del dialogo con Elena Emilitri, responsabile dei servizi culturali del Comune di Laveno, Laffi ha raccontato le esperienze maturate dall’adolescenza al fine vita, passando per il lavoro svolto in carcere. Il filo conduttore è stato la necessità di riuscire a immaginare ciò che può accadere dopo, anche quando il percorso già compiuto sembra segnato da fallimenti o difficoltà.

Il sociologo ha citato il caso di alcuni giovani neet di 16 anni, convinti di essere già falliti. Secondo Laffi, il problema non era tanto il passato quanto il fatto che quei ragazzi si trovassero su un percorso di vita percepito come estraneo. Da qui la proposta di una prospettiva definita anti-biografica: una sorta di reset per considerare la vita non soltanto come l’insieme dei problemi già affrontati, ma come ciò che deve ancora avvenire.

La possibilità di immaginare il futuro, ha spiegato, non è però uguale per tutti. A limitarla possono intervenire le condizioni sociali e i pregiudizi di genere. Chi dispone di meno risorse tende a immaginare meno, mentre le donne, secondo l’analisi riportata da Laffi, possono incontrare maggiori difficoltà a causa degli ostacoli e delle aspettative che condizionano il loro percorso.

I vincoli come stimolo creativo

Un altro passaggio dell’incontro ha riguardato l’esperienza di un laboratorio realizzato in carcere. In un ambiente dove molte possibilità sono vietate, il sociologo ha trovato persone particolarmente attente e capaci di elaborare scenari alternativi. I vincoli, anziché bloccare la creatività, possono infatti offrire una sfida più coinvolgente e una struttura sulla quale costruire nuove idee.

Per Laffi, scarsità e analogia sono tra gli ingredienti dell’immaginazione. Al contrario, l’eccesso di immagini proposte quotidianamente da social network e serie televisive può diventare un ostacolo, perché riduce lo spazio necessario per produrre rappresentazioni proprie.

Il suggerimento rivolto al pubblico è stato quindi quello di cercare occasioni per fare qualcosa per la prima volta e uscire dalla routine. L’improvvisazione, ha osservato Laffi, costringe a reagire, accelera l’apprendimento e rende più vividi i ricordi. L’incontro si è concluso con un invito a non lasciare indietro nessuno e a mantenere lo sguardo rivolto al futuro, usando l’immaginazione per trasformare le possibilità in nuovi percorsi.