Viterbo (VT)

A Viterbo il Consiglio comunale convoca poche sedute

Dalla ripresa estiva un solo appuntamento, dedicato alle interrogazioni; il 29 ottobre è previsto il bilancio consolidato.

Il Consiglio comunale di Viterbo si riunisce sempre più raramente mentre si avvicina la conclusione del mandato dell’amministrazione guidata da Chiara Frontini. Dopo la pausa estiva, l’assemblea cittadina ha tenuto una sola seduta, dedicata alle interrogazioni presentate dai consiglieri. Un nuovo appuntamento è stato fissato per il 29 ottobre, con all’ordine del giorno il bilancio consolidato, pratica definita nel testo come prevalentemente burocratica.

Il ridotto numero di convocazioni viene letto dall’opposizione come il segnale di un Consiglio comunale rimasto ai margini delle decisioni politiche. Secondo la ricostruzione riportata, il parlamentino di Palazzo dei Priori avrebbe avuto un ruolo limitato durante i cinque anni di mandato Frontini, con una forte prevalenza della giunta nelle scelte amministrative. La rarefazione delle sedute arriva inoltre in una fase nella quale, considerata la vicinanza della fine del mandato, ci si attenderebbe un’accelerazione sui provvedimenti ancora da adottare.

Le critiche delle opposizioni

Luisa Ciambella contesta l’operato dell’amministrazione e parla di una maggioranza povera di idee e programmi. A suo giudizio, esaurita la spinta dei progetti ereditati dalle precedenti amministrazioni e conclusi i cantieri legati al Pnrr, si sarebbe ridotta anche la capacità di iniziativa. Ciambella sostiene inoltre che le riunioni siano animate soprattutto dalle interrogazioni e dalle proposte delle minoranze, alle quali la maggioranza risponderebbe talvolta con reazioni ritenute incomprensibili su questioni che richiederebbero confronto e soluzioni.

Con ironia è intervenuto anche Marco Bruzziches, secondo il quale l’amministrazione potrebbe avere esaurito le risorse da spendere oppure essere impegnata nella ricerca del consenso elettorale, mentre la città attende. Più duro il giudizio di Andrea Micci, che ha definito quella guidata da Frontini l’amministrazione degli affidamenti diretti. Il consigliere accusa sindaco e assessori di decidere senza un adeguato coinvolgimento dell’assemblea e sostiene che gli stessi esponenti della maggioranza dovrebbero protestare per il ruolo marginale loro assegnato.

Un’agenda ridotta

Nel testo non viene indicata una spiegazione ufficiale della riduzione delle convocazioni. Vengono però prospettate due possibili letture: da una parte, la maggioranza potrebbe aver completato il proprio programma; dall’altra, la conclusione dei principali interventi finanziati dal Pnrr potrebbe aver lasciato pochi provvedimenti di rilievo da discutere. La prossima seduta sul bilancio consolidato rappresenterà, intanto, l’unico appuntamento già indicato dopo quello dedicato alle interrogazioni.