Ascoli piceno (AP)

Palazzo Saladini Pilastri, critiche sull’inaugurazione ad Ascoli

Pd, A&P e 5 Stelle contestano inviti selettivi e identificazioni durante la cerimonia.

L’inaugurazione di Palazzo Saladini Pilastri, avvenuta giovedì ad Ascoli, è diventata oggetto di un confronto politico tra Partito Democratico, Ascolto&Partecipazione e Movimento 5 Stelle. Al centro delle contestazioni ci sono le modalità dell’evento, il coinvolgimento della cittadinanza e il ruolo del PNRR nel finanziamento degli interventi di recupero dello storico edificio.

Secondo il consigliere di Ascolto&Partecipazione Dominci, quello che avrebbe dovuto rappresentare un appuntamento importante per la città si sarebbe trasformato in una passerella politica. La critica riguarda in particolare la scelta di rivolgere inviti mirati a dipendenti comunali, realtà sportive e associazioni, invece di favorire una partecipazione spontanea e aperta. Per il centrosinistra, questa impostazione avrebbe finito per mettere in secondo piano il valore del restauro e della riqualificazione del palazzo.

Le contestazioni sui controlli

Nel mirino dei gruppi di opposizione sono finite anche le identificazioni effettuate, secondo le segnalazioni riportate, da polizia, Digos e carabinieri. Sono inoltre emerse indicazioni relative a presunte esclusioni di persone sulla base dell’abbigliamento o dell’aspetto fisico. Dominci ha annunciato la richiesta di chiarimenti, definendo grave quanto riferito per un’inaugurazione che avrebbe dovuto essere una festa aperta alla comunità.

Ascolto&Partecipazione, Pd e 5 Stelle chiedono quindi di verificare i criteri adottati per l’accesso all’iniziativa. Il consigliere ha sostenuto che un appuntamento pubblico organizzato in un luogo simbolo della storia cittadina avrebbe richiesto regole chiare e rispettose. Le contestazioni, tuttavia, si basano sulle segnalazioni riferite dai partecipanti e non su provvedimenti o accertamenti formalmente riportati nel testo.

Il nodo dei finanziamenti

Accanto alle critiche sull’organizzazione, il confronto politico ha riguardato la provenienza delle risorse utilizzate per l’intervento. Dominci ha riconosciuto il lavoro svolto dagli uffici comunali, dal dirigente Galanti, dagli studi tecnici, dai restauratori, dalle maestranze e da tutti i lavoratori impegnati nel recupero dell’edificio.

Il consigliere ha però contestato alla maggioranza di attribuirsi meriti che, a suo giudizio, non le spetterebbero, ricordando che senza il PNRR il progetto non avrebbe potuto essere realizzato. Sulla stessa linea si è espresso Massimo Tamburri, che ha rivendicato il ruolo dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell’ottenimento dei finanziamenti. Le forze di opposizione hanno inoltre osservato che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta all’inaugurazione, avrebbe potuto incontrare anche i lavoratori di Beko ed Electrolux.