Prato (PO)

Scontro a Prato sulla Dogaia tra Tescaroli e Balboni

Il sottosegretario contesta le accuse su organici, controlli e condizioni interne dell’istituto toscano

È botta e risposta a distanza tra il procuratore di Prato Giuseppe Tescaroli e il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, senatore di Fratelli d’Italia. Al centro della polemica ci sono le dichiarazioni del procuratore contenute nel comunicato sugli ultimi sequestri di cellulari e droga all’interno della casa circondariale della Dogaia.

Gli episodi si inseriscono in una sequenza di ritrovamenti e interventi che prosegue da mesi e che ha contribuito a rendere la struttura pratese una delle più problematiche del Paese. Nel carcere, secondo quanto ricordato nel comunicato della Procura, nei mesi scorsi si sono verificati anche un omicidio in cella e diversi episodi di estorsione e violenza tra detenuti.

Le richieste della Procura

Tescaroli era tornato a sollecitare il ministero della Giustizia affinché venissero adottate misure più efficaci per contrastare l’ingresso di droga e telefoni. Tra le criticità evidenziate figurano il sovraffollamento della Dogaia e le carenze di organico nella polizia penitenziaria. Il procuratore aveva inoltre espresso il sospetto della presenza di numerosi casi di assenteismo ingiustificato tra gli agenti.

Le parole hanno provocato la reazione del governo. In una nota ufficiale, Balboni ha respinto quella che ha definito una ricostruzione arbitraria, sostenendo che accusare la polizia penitenziaria di assenteismo rappresenti un attacco fuori luogo nei confronti di uomini e donne impegnati quotidianamente in condizioni difficili. Secondo il sottosegretario, il personale svolge un ruolo decisivo per la sicurezza nazionale.

La replica del sottosegretario

Balboni ha contestato anche la richiesta di ulteriori interventi contro l’utilizzo di droni e altri strumenti per introdurre sostanze stupefacenti e telefoni negli istituti. Il sottosegretario ha rivendicato le iniziative già avviate dal ministero e dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria: sistemi di inibizione dei telefoni, già presenti a Secondigliano e destinati a essere installati in tutta Italia, apparecchiature antidroni e l’impiego di cani antidroga in ogni carcere.

Nella sua nota, Balboni ha quindi invitato a concentrarsi sulla collaborazione per affrontare le difficoltà del sistema penitenziario, a partire dal sovraffollamento. Il problema, ha sottolineato, si è aggravato a Prato e in Toscana anche per le decisioni della magistratura che, secondo la sua ricostruzione, impediscono di procedere con i lavori di ristrutturazione già programmati nel carcere di Sollicciano, nonostante il Dap abbia già stanziato i fondi necessari.

Il confronto resta dunque aperto su due piani: da un lato le condizioni della Dogaia e le misure di sicurezza per impedire l’ingresso di droga e dispositivi elettronici; dall’altro la difesa dell’operato della polizia penitenziaria e delle iniziative promosse dal ministero. La vicenda è stata rilanciata il 10 ottobre 2026 con posizioni contrapposte tra l’autorità giudiziaria pratese e il governo.