La Cisl di Grosseto, insieme alla Fisascat e alla Federazione Pensionati, chiede di salvaguardare i posti di lavoro e di garantire continuità assistenziale agli anziani ospiti della Rsa San Giovanni di Scansano. La posizione è stata espressa durante un’assemblea pubblica convocata per discutere della possibile chiusura della struttura e delle conseguenze per residenti, famiglie e dipendenti.
All’incontro ha partecipato Simone Gobbi, segretario generale della Cisl, che ha ribadito la vicinanza del sindacato ai lavoratori, preoccupati per le garanzie occupazionali e contrattuali, e agli ospiti della residenza. Secondo l’organizzazione, un eventuale trasferimento dovrebbe avvenire evitando lo sradicamento degli anziani dal loro ambiente di vita e dalle relazioni affettive costruite nel tempo.
Il nodo della possibile chiusura
Per la Cisl, la chiusura della residenza rappresenterebbe un errore sotto diversi profili. Gobbi sostiene che negli anni sarebbero potuti essere realizzati interventi per migliorare le condizioni dell’edificio, anche attraverso l’utilizzo di risorse del PNRR, ma che questa possibilità non sarebbe stata sfruttata. Il sindacato richiama inoltre la carenza di posti nelle strutture residenziali per anziani e considera la Rsa di Scansano una realtà importante per l’intera provincia di Grosseto.
La chiusura viene collegata alle condizioni attuali dell’immobile, ma la Cisl chiede al Coeso Società della Salute maggiore chiarezza sui tempi, sui dati alla base della decisione e sulle modalità con cui dovrebbe essere gestito il percorso. L’organizzazione ritiene che, prima di procedere, debbano essere valutate tutte le alternative per mantenere attiva la struttura e tutelare sia gli utenti sia il personale.
La richiesta di un tavolo
Il sindacato propone l’apertura di un confronto con il Coeso, con la cooperativa che attualmente gestisce la Rsa e assicura i servizi e, in prospettiva, con il soggetto incaricato della nuova struttura privata prevista a Scansano. Quest’ultima dovrebbe accogliere gli ospiti della residenza esistente nel caso in cui la chiusura diventasse inevitabile.
Secondo Cisl, Fisascat e Fnp, un tavolo di confronto potrebbe fornire garanzie oggi non ancora definite per gli anziani e per i lavoratori. Il sindacato ha confermato la disponibilità a esaminare i diversi aspetti della vicenda e a intervenire per tutelare l’occupazione, la qualità dei servizi sanitari e l’assistenza sociale assicurata ai cittadini.