Ferrara (FE)

A Ferrara il 40% degli adulti è in eccesso ponderale

Infanzia: 26,5% presenta sovrappeso oppure obesità

A Ferrara il 40% degli adulti tra i 18 e i 69 anni presenta un eccesso ponderale, mentre il fenomeno riguarda più di un bambino su quattro. È il quadro tracciato dalle aziende sanitarie ferraresi in occasione della Giornata nazionale dell’obesità, celebrata il 10 ottobre, che ha riportato l’attenzione sulla diffusione di una condizione considerata sempre più rilevante per la salute pubblica.

Secondo il sistema di sorveglianza Passi, riferito al periodo 2022-2024, la quota ferrarese è sostanzialmente in linea con quella dell’Emilia-Romagna, pari al 42%. A livello regionale il 31% degli adulti è in sovrappeso e l’11% presenta obesità. Tra i bambini, l’ultima rilevazione di OKkio alla Salute, condotta nel 2023 su 517 alunni delle scuole primarie del territorio, indica il 17,5% di casi di sovrappeso e il 9% di obesità, compreso l’1,2% di obesità grave.

Il legame con le patologie croniche

Complessivamente, il 26,5% dei bambini esaminati presenta quindi un eccesso ponderale. Il problema si intreccia con altre patologie croniche: tra le persone con diabete seguite dai servizi sanitari ferraresi, l’obesità riguarda circa il 40% dei pazienti con diabete di tipo 2 e il 15% di quelli con diabete di tipo 1. La presenza simultanea delle due condizioni può aumentare la complessità clinica e richiede una valutazione del metabolismo, del rischio cardiovascolare e di quello renale.

Marcello Monesi, direttore dell’Unità operativa di Diabetologia territoriale dell’Ausl di Ferrara, sottolinea che la gestione del diabete non può limitarsi al controllo della glicemia. Nel caso di diabete e obesità, spiega, occorre considerare insieme peso corporeo, rischio cardiovascolare e renale, qualità della vita e prevenzione delle complicanze.

Per rispondere a questo quadro, l’Ausl e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara stanno aggiornando il Percorso Preventivo Diagnostico Terapeutico Assistenziale dedicato alle persone con patologie correlate allo stato di nutrizione. Il progetto punta a collegare servizi territoriali, ospedali, specialisti e attività di ricerca, riducendo la frammentazione degli interventi e assicurando continuità assistenziale.

Prevenzione e assistenza integrate

Il percorso recepisce gli indirizzi regionali approvati nel 2024 e il nuovo quadro normativo introdotto dalla legge 149 del 2025, che riconosce l’obesità come malattia cronica. La condizione è associata a un maggiore rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, insufficienza renale, patologie respiratorie e alcune forme tumorali.

La prevenzione parte dal territorio con il coinvolgimento dell’Unità operativa Igiene degli alimenti e nutrizione, della Medicina dello sport, dei medici di famiglia, dei pediatri, delle scuole e delle associazioni. Dal 2017 è attivo Bimbi in forma, programma rivolto a bambini e adolescenti con sovrappeso o obesità e alle loro famiglie, con il supporto di dietisti, medici e chinesiologi.

Per gli adulti sono previsti percorsi educativi individuali e di gruppo. Nelle scuole, il Sian valuta i menù della ristorazione scolastica e promuove iniziative sull’alimentazione. La Nutrizione territoriale segue soprattutto le persone con malnutrizione per difetto, mentre per i casi più complessi il riferimento è il centro specialistico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, impegnato anche nella ricerca sulle malattie metaboliche e nella sperimentazione di nuovi trattamenti.

L’aggiornamento del percorso sarà accompagnato da attività di formazione per i professionisti e da iniziative informative rivolte alla popolazione adulta e pediatrica. Nel 2027 è previsto il coinvolgimento di medici, scuole, famiglie e comunità locali. Il tema dell’Obesity Day 2026, La salute parla tutte le lingue, richiama infine la necessità di rendere prevenzione e assistenza accessibili, tenendo conto delle differenze sociali, culturali e alimentari.