Letizia Moratti rilancia la candidatura di Matteo Perego alla guida del centrodestra per le prossime elezioni comunali di Milano. L’eurodeputata ne ha parlato in un’intervista al quotidiano Libero, rilasciata a margine della convention di Forza Italia organizzata in via Mecenate. Al centro dell’incontro, oltre agli scenari per Palazzo Marino, ci sono state le prospettive dell’economia italiana ed europea.
Le priorità per la crescita
Moratti ha indicato nella produttività una delle principali criticità strutturali del Paese. Secondo i dati da lei citati, negli ultimi trent’anni quella italiana sarebbe cresciuta dello 0,3 per cento, a fronte del 16 per cento della Germania, del 9 per cento della Francia e del 18 per cento della media europea. Per l’ex sindaca di Milano, una maggiore produttività potrebbe favorire salari più elevati, investimenti e consumi.
Tra le leve da utilizzare ha indicato il capitale umano, le infrastrutture, l’intelligenza artificiale, l’innovazione e la produzione energetica. Moratti ha inoltre sottolineato la necessità di ridurre la burocrazia e di orientare il risparmio verso investimenti produttivi, attraverso un confronto con università, ricerca, imprese, industria e sindacati. Sul piano sociale, ha sostenuto che, pur continuando a sostenere le fasce più fragili, le prossime politiche economiche dovrebbero destinare maggiori risorse al ceto medio, con interventi rivolti anche a donne e giovani.
Nel quadro internazionale, l’esponente di Forza Italia ha richiamato il peso dei conflitti, dell’aumento dei costi energetici e dell’inflazione sulle famiglie e sulle imprese. A suo giudizio, l’Unione europea dovrebbe modificare il proprio approccio rispetto agli strumenti adottati negli anni scorsi, compresi quelli legati al Green Deal e alla decarbonizzazione. Moratti ha collegato inoltre la crescita dell’astensionismo e del malcontento alla maggiore presa di forze politiche radicali, capaci di proporre soluzioni che ha definito irrealizzabili.
La candidatura per Palazzo Marino
Il passaggio politico più rilevante dell’intervista riguarda la corsa alla guida di Palazzo Marino. Moratti ha auspicato che gli alleati del centrodestra scelgano rapidamente Perego, sottosegretario alla Difesa, descrivendolo come un candidato giovane, milanese e dotato di esperienza manageriale, politica e nel settore della sicurezza. La decisione, ha spiegato, è ancora al vaglio della coalizione, in particolare anche alla luce delle riserve espresse dalla Lega e dal suo leader Matteo Salvini.
Per Moratti, nella scelta non dovrebbero prevalere gli equilibri tra i partiti, ma il profilo più adatto al ruolo. L’ex sindaca ha sostenuto che Milano, pur essendo una grande città con una tradizione spesso orientata verso il centrosinistra, in passato ha eletto amministratori di centrodestra capaci di intercettare anche consensi progressisti e riformisti. A suo giudizio, la città attraverserebbe una fase di stanchezza e insicurezza, con problemi legati a sicurezza, mobilità ed emergenza abitativa, oltre a una frattura tra centro e periferie.
Moratti ha espresso un giudizio negativo sull’amministrazione guidata da Giuseppe Sala, attribuendo parte delle difficoltà alle forze politiche che hanno sostenuto la giunta e che, secondo la sua valutazione, avrebbero frenato lo sviluppo urbano. Ha inoltre distinto il profilo di Silvia Sardone, considerato più vicino a un elettorato identitario, e ha ribadito le distanze da Roberto Vannacci sul piano dei valori.
Quanto al centrosinistra, l’eurodeputata lo ha definito diviso e privo di un percorso condiviso, citando i nomi di Pierfrancesco Majorino e Luciano Calabresi. Ha infine difeso un ruolo della politica orientato alla costruzione di relazioni e ponti, anche in ambito internazionale, e ha respinto le indiscrezioni su una sua possibile candidatura al Quirinale, affermando di voler concentrare il proprio impegno su Milano e sulle questioni nazionali.